Per sconfiggere il virus ecco i super anticorpi. Due vaccini già in pista

Test positivi sulle cellule a New York e a Siena. Negli Usa a dicembre via a 100 milioni di dosi

Per sconfiggere il virus ecco i super anticorpi. Due vaccini già in pista

Se per il vaccino bisogna aspettare (che se ne dica) mesi e mesi, una via più veloce per fermare il Covid potrebbe essere quella dei farmaci a base di anticorpi. Alla Colombia university di New York ne sono stati isolati alcuni super ceppi che, in base a quanto pubblicato sulla rivista Nature, potrebbero potenzialmente essere prodotti su larga scala e dare una spinta alla produzione di nuovi medicinali. I risultati condotti sugli animali hanno dato esiti ottimi, bisogna ora vedere cosa accadrà con i test sull'uomo.

Il meccanismo degli anticorpi è semplice: sono una delle principali risposte del nostro organismo alle infezioni, si legano al virus invasore e lo rendono identificabile per la distruzione da parte delle cellule del sistema immunitario. Vengono prelevati direttamente dal sangue dei pazienti guariti ma, a differenza di quanto avviene con la terapia del plasma, possono essere replicati all'infinito in laboratorio. Il team di ricercatori della Columbia ha selezionato una varietà più diversificata di anticorpi rispetto agli sforzi precedenti, inclusi nuovi anticorpi unici: «Questi risultati mostrano quali punti della proteina Spike sono più vulnerabili» dice David Ho, professore di medicina al Columbia University Vagelos College che ha coordinato il lavoro. «Usando un cocktail di diversi anticorpi diretti in diversi punti della Spike, si eviterà che il virus diventi resistente ai trattamenti». A riguardo anche l'Italia ha da dire la sua. A Siena il team coordinato da Rino Rappuoli, uno dei massimi esperti di vaccini, ha isolato tre anticorpi monoclonali che, spiega lo scienziato, «sono mille volte più potenti degli altri». E funzionano sia come terapia sia come prevenzione per proteggersi dal contagio. Altro vantaggio: rispetto al vaccino, che farà effetto dopo qualche settimana dall'iniezione, gli anticorpi sono attivi da subito. Andranno tuttavia assunti più volte per assicurare una copertura più duratura.

Sul fronte vaccino, nel susseguirsi di annunci sulle tempistiche da parte delle varie aziende in gara, arriva la conferma del colosso farmaceutico britannico AstraZeneca sulle prime dosi, sviluppate dall'università di Oxford, da settembre in poi. Se gli studi clinici andranno bene. Lo ha detto Mene Pangalos, vicepresidente esecutivo per la ricerca dell'azienda, al Comitato per la sorveglianza e le indagini della Commissione per l'energia e il commercio della Camera del Congresso americano.

L'America scommette però su un'altra partita. Gli Stati Uniti hanno firmato un contratto con Pfizer e BioNTech da 1,95 miliardi di dollari per la consegna, entro dicembre, di cento milioni di dosi del vaccino che le aziende stanno sviluppando insieme. Lo ha reso noto il segretario alla Salute e ai Servizi umani Alex Azar. Gli Usa potrebbero acquistare altre 500 milioni di dosi in base all'accordo stipulato dai dipartimenti della Salute e della Difesa.

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