"C'è un voto che manca...". Salta la nomina di Licheri e il M5s esplode

La candidatura avanzata da Conte per la presidenza della commissione Esteri del Senato naufraga. Ecco cosa c'è davvero dietro l'ennesima sconfitta del M5S

"C'è un voto che manca...". Salta la nomina di Licheri e il M5s esplode

L'elezione di Stefania Craxi come presidente della commissione Esteri del Senato certifica l'esigenza nata dopo lo scioglimento della vecchia composizione dell'organo, con la scelta tutta politica di sostituire Vito Petrocelli, grillino filo-russo, per il ruolo di vertice: a Palazzo Madama, per lunghe settimane, non si è fatto altro che parlare di un "profilo istituzionale". Ma i grillini hanno comunque voluto tentare di giocare le loro carte, perdendo.

La senatrice di Forza Italia rappresenta dunque la scelta della maggioranza dei componenti della commissione. Giuseppe Conte, dopo un tergiversare sul "caso Petrocelli" che in realtà non è mai finito (il pentastellato, nonostante il tweet con la "Z" putiniana, non è ancora stato espulso in via formale dalla creatura di Beppe Grillo), aveva rivendicato per il MoVimento 5 Stelle la presidenza della commissione, provando prima ad avanzare il nome del senatore Gianluca Ferrara, che è stato costretto ad una marcia indietro per via delle sue posizioni in politica estera o comunque per il "fuoco di fila" divampato in seguito alla ventilazione della sua candidatura, e poi quello di Ettore Licheri. Ma anche il secondo nome è stato bocciato.

Giuseppe Conte deve segnare sul suo pallottoliere personale una sconfitta politica tanto palese quanto pesante. Stando a quanto raccolto dal Giornale.it, non è il "campo largo" di Enrico Letta ad aver fatto mancare il suo apporto al junior partner pentastellato. Molti fattori suggeriscono come il sabotaggio sia stato interno al mondo del MoVimento o comunque proveniente da universi politici tangenti. Non è un caso che il partito dell'ex premier giallorosso e gialloverde si sia riunito in fretta e furia in un Consiglio nazionale, così come ripercorso dall'Adnkronos. La votazione è segreta, per cui non è possibile comprendere a pieno le dinamiche dell'accaduto. Ma è chiaro come tra i grillini sia in corso una resa dei conti. Tattica e strategia dell'ex "avvocato degli italiani" hanno di sicuro avuto delle falle.

Per la prima votazione due parlamentari hanno preferito votare scheda bianca. Nel corso del secondo scrutinio, però, la scheda bianca è stata soltanto una: quella di Pier Ferdinando Casini. Un senatore ha quindi modificato la propria impostazione in corso d'opera. Si fa il nome della senatrice Simona Nocerino, grillina che potrebbe aver votato "contro" Licheri ma la stessa parlamentare avrebbe negato questa ricostruzione

In queste ore, al Senato, viene sottolineato anche il ruolo di "pontieri" svolto dai leader di Forza Italia. La presidente del gruppo Anna Maria Bernini ed il senatore Enrico Aimi - entrambi hanno partecipato alla votazione - sono stati decisivi. Anche la Lega di Matteo Salvini è stata compatta sul nome della Craxi. Pure il Gruppo Misto, con 4 voti in favore della senatrice di Fi, ha deciso di rispedire al mittere Licheri. E c'è stato anche il consenso del meloniano e presidente del Copasir Adolfo Urso.

I numeri comunque sono come sempre granitici nella loro natura: il 12 a 9 per la Craxi dimostra come qualche logica, nella commissione Esteri, sia stata ribaltata rispetto all'epoca dell'elezione di Petrocelli.

La senatrice Marinella Pacifico, che fa parte del Misto, ci ha tenuto a far sapere che "con la presidenza della Craxi" termina un "pericoloso tentativo di destabilizzazione del Paese".

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