Sparisce una delle incombenze più inutili nell'era digitale: le ricevute cartacee del Pos. Il nuovo decreto Pnrr (in foto il ministro degli Affari Ue Tommaso Foti) manda in pensione l'obbligo di conservarle per dieci anni, una semplificazione che riguarda cittadini e imprese e che il governo giustifica spiegando che si tratta di documenti che rappresentano solo una prova di pagamento e non hanno alcuna funzione contabile o fiscale, mentre la loro conservazione è spesso "un onere non sempre di agevole assolvimento".
È una delle norme più immediate e simboliche contenute nel provvedimento atteso in uno dei prossimi Consigli dei ministri, che affianca alla semplificazione quotidiana una serie di interventi strutturali per accelerare l'attuazione del Pnrr entro la scadenza del 2026. Sempre sul fronte della vita quotidiana, il decreto introduce la carta d'identità elettronica a vita per gli ultrasettantenni, valida anche per l'espatrio, e apre alla tessera elettorale digitale, basata sui dati dell'Anagrafe nazionale e destinata a confluire nell'IT-Wallet. Le vecchie carte restano utilizzabili oltre i dieci anni, ma solo sul territorio nazionale e nei rapporti con la Pa.
Il testo interviene poi sul settore ferroviario, con la liberalizzazione dei servizi Intercity. Il ministero delle Infrastrutture avvierà una procedura competitiva per l'affidamento dei contratti di servizio, dopo una ridefinizione dell'ambito dei collegamenti e un'analisi di mercato coerente con le indicazioni dell'Autorità dei trasporti e della Commissione Ue. A sostegno della concorrenza nasce anche la società pubblica Asset Ferroviari Italiani, destinata a garantire agli operatori l'accesso non discriminatorio al materiale rotabile.
Sul piano della governance, il decreto rafforza la macchina del Pnrr con la proroga al 2026 degli incarichi dirigenziali della Struttura di missione di Palazzo Chigi e con nuove risorse per la digitalizzazione, comprese assunzioni e concorsi.
Ampio spazio anche all'housing universitario, con la proroga fino al 2029 del commissario straordinario per garantire continuità nella realizzazione e gestione degli studentati a prezzi calmierati. Infine, per accelerare cantieri e investimenti, il decreto sospende fino a fine 2026 alcuni pareri preventivi sui partenariati pubblico-privato e mantiene le semplificazioni anche per gli interventi definanziati.