Politica

Scontro sul catasto: il governo si spacca

Bocciato l'emendamento presentato dalla Lega e sottoscritto dal centrodestra per lo stralcio dell'articolo 6. Clima tesissimo nella maggioranza, Draghi chiama Berlusconi

Scontro sul catasto: il governo si spacca

Scontro aperto nella maggioranza di governo sulla riforma del catasto, col leader del Pd Enrico Letta arrivato stasera ad accusare il centrodestra di aver cercato di far cadere l'esecutivo. Alla fine l'emendamento soppressivo della Lega è stato respinto dalla commissione Finanze della Camera, ma la tensione resta altissima.

La riforma del catasto e l'aut aut del premier

Due settimane fa, il presidente del Consiglio Mario Draghi aveva lanciato un vero e proprio ultimatum, minacciando la fine dell'esecutivo in caso di stop alla manovra. Il centrodestra, tuttavia, ha continuato a battersi, contrapponendosi all'articolo 6.

Per il premier e le forze di centrosinistra la mappatura del catasto non può essere osteggiata. Si tratta di un passaggio fondamentale. Un monito è arrivato direttamente dalla sottosegretaria al Mef Maria Cecilia Guerra. "Se l'articolo 6 non viene approvato si ritiene conclusa l'eperienza di governo", ha dichiarato senza mezzi termine la rappresentante di Leu in commissione Finanze.

La proposta di Forza Italia

"La nostra strategia di chiedere più tempo sta portando frutti, ora dipende dal governo", ha spiegato all'Ansa Antonio Martino, capogruppo di Fi in commissione Finanze della Camera. Il partito azzurro avava infatti elaborato una proposta sul catasto, "che tiene compatto il centrodestra in maggioranza, condivisa da Lega e Coraggio Italia".

La proposta del centrodestra, finalizzata a riscrivere l'articolo 6 della delega fiscale sulla revisione del catasto, si concentrava in particolare sull'emersione degli immobili fantasma, come riportato da Public Policy. "Ferme le competenze dell’Agenzia delle entrate in materia di classamento degli immobili, il governo è delegato a procedere, con i decreti legislativi, sentita la Conferenza Stato-Città ed Autonomie locali e le associazioni di categoria maggiormente rappresentative sul piano nazionale, nell’individuazione degli immobili abusivi o parti di essi", si legge nel documento.

L'individuazione avrebbe dovuto fondarsi sulla modernizzazione degli strumenti di controllo, con lo scopo di facilitare e ad accelerare l’identificazione e il corretto classamento di due categorie di immobili: quelli "attualmente non censiti o che non rispettano la reale consistenza di fatto, la relativa destinazione d’uso ovvero la categoria catastale attribuita", e quelli"abusivi (ovvero gli 'immobili fantasma'), individuando a tal fine specifici incentivi e forme di valorizzazione delle attività di accertamento già previste a legislazione vigente, svolte dai Comuni in questo ambito, nonché garantendo la trasparenza e condivisione dei dati delle medesime attività".

Altro passo fondamentale, quello di "prevedere, per le unità immobiliari riconosciute di interesse storico-artistico (individuate ai sensi dell'articolo 10 del codice dei beni culturali e del paesaggio, di cui al decreto legislativo 22 gennaio 2004, n.42) adeguate riduzioni che tengano conto dei particolari e più gravosi oneri di manutenzione e conservazione nonché del complesso dei vincoli legislativi rispetto alla destinazione, all'utilizzo, alla circolazione".

Emendamento respinto, Draghi chiama Berlusconi

Nel corso della giornata, con gli animi sempre più tesi, il presidente del Consiglio Mario Draghi, secondo quanto riferito da AdnKronos, avrebbe contattato telefonicamente Silvio Berlusconi, proprio per discutere in merito alla riforma del catasto ed all'opposizione del centrodestra all'articolo 6 della delega fiscale.

Alla fine, stando alle ultime notizie trapelate, l'emendamento della Lega per lo stralcio dell'articolo in questione è stato bocciato per un solo voto: 22 favorevoli e 23 contrari. La modifica della Lega, con prima firma Riccardo Molinari, era stata sottoscritta dal capogruppo di FI Paolo Barelli, dal capogruppo di FdI Francesco Lollobrigida e dal capogruppo di Coraggio Italia Marco Marin. Il centrodestra, dunque, si era presentato a fronte unito. Ad esprimersi contro, Azione, Italia viva, M5s, Pd, Leu e Noi con lItalia. L'emendamento è stato bocciato per un solo voto, e lo stesso destino è toccato all'emendamento soppressivo presentato da Alternativa, a prima firma Alvise Maniero.

Sconcertato Enrico Letta. "Il centrodestra ha appena tentato di far cadere il governo Draghi sul riordino del catasto. Non vi è riuscito per un soffio. Abbiamo tenuto. Sembra una fake news, in uno dei giorni più drammatici della nostra storia recente. Purtroppo è una notizia vera. Sono senza parole", ha cinguettato su Twitter il leader dem.

Tanta l'amarezza del centrodestra. "Con i costi dell'energia alle stelle e l'inflazione ai massimi storici, in un momento di grande preoccupazione per la guerra alle porte e con il Covid che ancora fa paura, la sinistra impone al governo di aumentare le tasse sulla casa. Non abbiamo parole", è il commento che arriva stasera da Lega e Forza Italia. La tensione all'interno della maggioranza continua a salire.

Commenti