Benvenuto a bordo. Ci voleva l'indagine della Corte dei Conti sugli extracosti all'Arena di Santa Giulia costruita per l'hockey olimpico e da ieri "stadio" per i concerti, per far capire al sindaco di Milano Beppe Sala (foto) che ormai la politica si fa in Procura. "È inutile che ci nascondiamo dietro a un dito. Se la politica ha deciso che, di fronte all'incapacità del confronto, è meglio andare in Procura lo faccia" ha detto Sala, amareggiato dall'aver scoperto l'acqua calda dopo ben dieci anni. "Ieri abbiamo avuto un interessante e anche gradevole incontro in Corte dei Conti e io, a un certo punto, ho detto che tanti dei problemi nascono dalla complessità delle leggi - ha spiegato -. Secondo il presidente della magistratura contabile è più un tema di troppe leggi che di cattiveria, diciamo così, del tribunale o della Corte dei Conti perché ha spiegato che normalmente la procura interviene su istanze dei comitati e ci sta, oppure interviene su istanze che arrivano dalla politica, normalmente dal consiglio comunale. Questo sta avvenendo". Ecco quindi che anche la miriadi di leggi, codici e sottocodici offrono facile appiglio a contestazioni legali. "Se è questo il metodo, è una cosa che renderà molto difficile la vita a chi vorrà prendersi l'onore e l'onere di gestire un'amministrazione" ha osservato.
Cade la maschera dal momento che la maggior parte delle indagini originano da denunce dei consiglieri comunali dell'opposizione, ma anche della maggioranza. Colpito sul vivo e tanto per mettere le mani avanti il presidente della Commissione Olimpiadi e legacy Alessandro Giungi (Pd) esponente sempre "critico" della maggioranza, ieri in commissione ha voluto specificare di non avere presentato nessun tipo di esposto sui cantieri degli impianti olimpici. "Io faccio casino in consiglio comunale e in commissione, come sapete, e non ho mai presentato un esposto". Il dubbio è quindi che qualcun altro, che non è ancora venuto allo scoperto, si sia rivolto direttamente in tribunale, invece che sollevare critiche, perplessità o cifre, in aula. Non si sentano chiamati in causa i comitati cittadini che, soprattutto per quanto riguarda le inchieste sull'urbanistica o la vendita di San Siro, hanno svolto la loro funzione di watch dog. Qui il tema è un altro.
Altro punto focale il parteneriato pubblico-privato, formula che permette di realizzare maxi opere, ingaggiando operatori privati e quindi alleggerendo le casse pubbliche dalle spese.
"Questa è una lezione che cercherò di trasmettere al mio successore" e cioè: davanti alle Olimpiadi Milano ha fatto la generosa non volendo utilizzare solo fondi pubblici, e si è fatta aiutare dai privati. "Se la lezione è la prossima volta solo soldi pubblici e quindi paga Pantalone, ne prendiamo atto e faremo così, ma è una lezione terribile. Questa sarà una delle prime cose che dirò a chi mi succederà, se vorrà ascoltarmi".
Sul capitolo "extra costi", ossia la parte che viene coperta da finanziamenti pubblici degli enti statali coinvolti nella gestione dell'evento olimpico: nel momento in cui le opere vengono realizzate anni dopo la presentazione dei progetti perché cambiano le condizioni economiche o in questo caso gli scenari economico internazionali "bisogna ragionarci".
Nel "caso Olimpiadi" Evd Milan Srl, società del gruppo Eventim, la multinazionale proprietaria dell'Arena, avrebbe richiesto 134 milioni di euro di "extra costi" rispetto a quelli preventivati, per il rincaro dei materiali. Questo a fronte del fatto che nel 2025 un decreto del governo aveva autorizzato il Comune, d'intesa con la Regione, a riconoscere un contributo di 21 milioni di euro proprio per l'Arena Santa Giulia.
Non solo, Comune e Regione, hanno previsto pure di affidare a una società terza, attraverso un bando, il compito di verificare "la congruità dei costi sostenuti dai soggetti attuatori per la realizzazione". Extra cautela che non si è rivelata sufficiente.