Scrivere una legge? Ci pensa il robot

Al via l'intergruppo parlamentare su intelligenza artificiale e politica

Roma - Affidare a un algoritmo l'elaborazione di una legge. Pare una fantasia da romanzo di Asimov, invece è un tema di dibattito politico. Talmente attuale che potrebbe essere il primo punto nell'agenda del gruppo interparlamentare sull'intelligenza artificiale che debutterà domani con un convegno a Roma (alle 18 al Palazzo delle Naiadi di piazza della Repubblica).

Ne fanno parte i deputati Alessandro Fusacchia di +Europa, Stefano Ceccanti del Pd e i grillini Alessandra Carbonaro e Luca Carabetta. La presenza di due esponenti del M5s rispecchia fedelmente il forte interesse per l'argomento esplicitato dallo stesso Davide Casaleggio, secondo cui gli sviluppi di questa tecnologia, e di quelle collegate come la robotica, il 5G e «l'internet delle cose» (cioè la rete di macchine in grado di dialogare tra di loro), potrebbero valere 200 miliardi di valore aggiunto annuo. Difficile fare previsioni di questo tipo, ma i numeri dicono che nel mondo c'è già un mercato da 18,3 miliardi che cresce a ritmi rapidissimi.

Che il Parlamento se ne sia accorto è un'ottima cosa, perché per una volta l'Italia potrebbe candidarsi a essere all'avanguardia in un settore tecnologico. Certo, l'azione di Casaleggio in questo campo è anche la migliore spia di quanto il tema sia politicamente sensibile. Nella visione del «padrone» del Movimento è centrale una tecnologia come Rousseau, volta proprio a «tecnologizzare» le scelte politiche. Ma proprio ieri è tornato a esplodere il problema della sicurezza dei dati di chi usa la piattaforma.

L'intergruppo è una rara occasione di collaborazione bipartisan in questo Parlamento, c'è da sperare che agisca nel modo giusto, con l'aiuto dell'Istituto italiano per la privacy, che ne sarà partner tecnologico. «L'Italia - dice il presidente Luca Bolognini - potrebbe fare da rompighiaccio mondiale inserendo nella Costituzione la rule of human law, cioè il divieto di legiferare attraverso algoritmi: è importante che vengano fissati i grandi principi non regolette che impediscono alle aziende di lavorare». Il tema della privacy è centrale: «Non potremo più dire ma io non vado mai sul web -dice Bolognini- perché queste macchine saranno sempre connesse. E noi con loro».

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