Dopo gli scontri di Torino e prima ancora di Roma e le aggressioni agli agenti di Milano l'esecutivo prepara le misure che confluiranno nel decreto Sicurezza di cui si discuterà domani in Consiglio dei ministri con una ventina di misure più urgenti, altre quaranta circa dovrebbero finire in un disegno di legge per le norme meno urgenti, anche per cercare in Parlamento le convergenze con l'opposizione con "una risoluzione unitaria in tema di sicurezza" che potrebbe essere votata anche dopo la relazione in Aula del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Su alcuni punti servirà un lavoro di rifinitura per venire incontro ai rilievi del Quirinale di natura costituzionale, l'obiettivo è approvare le norme più importanti e urgenti prima di venerdì per l'inizio delle Olimpiadi invernali, dove si temono manifestazioni e scontri.
IL FERMO PREVENTIVO
Impedire la partecipazione alle manifestazioni alle persone "sospettate di costituirne un pericolo per il pacifico svolgimento", vale a dire soggetti denunciati o condannati per reati commessi durante le proteste di piazza. È il potenziamento del Daspo urbano (Dacur), con l'istituzione di zone rosse temporanee nelle aree urbane caratterizzate da gravi e ripetuti episodi per soggetti segnalati dall'autorità giudiziaria. Si ragiona su fermo preventivo di polizia di 12 ore "per accertamenti" - il nodo è capire se serve il vaglio dell'autorità giudiziaria o meno - per chi è già pregiudicato per reati di violenza e sull'arresto in flagranza differita per i violenti incastrati da telecamere. Le misure trovano d'accordo tutta la maggioranza, anche se la Lega spinge affinché i fermi preventivi arrivino fino a 24-48 ore. Previsto l'incremento dell'operazione Strade sicure con l'aumento dagli attuali 6.100 agenti a 10mila, la riforma delle polizie locali e l'utilizzo più diffuso del taser.
TICKET ANTI SOMMOSSA
Più complessa l'idea della Lega di una "cauzione per le manifestazioni", da far pagare a chi le organizza, nel solco del principio "chi sbaglia paga" ma anche per responsabilizzare maggiormente le organizzazioni che si ritrovano i non violenti a sabotarle: "È una misura complicata da attuare", dice una fonte vicino alla maggioranza, anche rispetto al parametro cauzione-affluenza. Ai dubbi di Fdi e Forza Italia si associa la necessità di rispettare i diritti costituzionali fondamentali, in primis la responsabilità oggettiva, senza contare l'effetto boomerang di decine e decine di raduni e cortei non autorizzati.
BABY GANG
Arriva la stretta sull'uso dei coltelli sopra i 5 cm (che saranno vietati ai minori anche sul web) vengono inasprite alcune misure già previste dal decreto Caivano, mentre per i maranza regolari che commettono crimini saranno previste procedure di espulsione ancora più rapide, nella speranza che la solita giurisprudenza creativa delle Corti d'appello non ne disinneschi l'efficacia. Si allarga la forbice dei reati per cui scatta l'ammonimento del questore nei confronti di under 14. I maggiorenni che delinquono rischiano di perdere la patente, il passaporto o l'auto (nel caso di chi spaccia), previste sanzioni amministrative nei confronti dei genitori che omettono di vigilare sui figli minori che commettono reati.
SCUDO PER LE FORZE DELL'ORDINE
La misura dovrebbe essere contenuta nel decreto legge secondo i criteri di necessità e urgenza e dovrebbe tutelare tutti i cittadini (per aggirare l'obiezione di incostituzionalità) e soprattutto quelli che agiscono per ragioni di servizio o in una situazione di legittima difesa, anche i vigili del fuoco, con lo stop all'iscrizione automatica nel registro degli indagati.
Dopo l'omicidio volontario contestato al poliziotto che ha sparato allo spacciatore irregolare pluripregiudicato ha lasciato il segno, lo si è visto nella contestazione fatta agli agenti che hanno sparato sul cinese a Rogoredo, indagati per "lesioni colpose" ma con uso legittimo delle armi.