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Le scuse di Herzog per gli abusi sulla Flotilla. Carovana di terra bloccata: fermati 2 italiani

Il presidente israeliano: "Violenze da vietare". Ma l'Idf si smarca: "Non sono i nostri uomini". A Sirte lo stop di Haftar

Le scuse di Herzog per gli abusi sulla Flotilla. Carovana di terra bloccata: fermati 2 italiani
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Accuse respinte. L'esercito israeliano (Idf) si smarca dalle violenze immortalate nel porto di Ashdod finite nei video diffusi sui social dal ministro della Sicurezza Ben Gvir, acquisiti dalla procura di Roma e da subito oggetto di sdegno internazionale. Dall'esecutivo Netanyahu, ancora zero scuse ai governi che hanno visto connazionali coinvolti. Ma ieri arriva la condanna del presidente Isaac Herzog per gli "atti brutali" contro i fermati perpetrati da "una manciata di persone" che credono che gli arrestati "non abbiano diritti umani". "Vanno vietati".

E se le indagini dei magistrati italiani stanno accertando la veridicità delle testimonianze degli attivisti della Global Sumud Flotilla anche attraverso l'acquisizione dei referti medici dei primi che hanno denunciato maltrattamenti alcuni già ascoltati dai pm l'ufficio del portavoce delle Idf sostiene su Repubblica che esistono protocolli precisi per garantire un trattamento corretto dei partecipanti alla Flotilla. E che, al momento, non risultano violazioni documentate.

Eventuali denunce, aggiungono dall'Idf, verranno esaminate "a fondo". A Roma, non ci sono ancora iscritti nel registro degli indagati nel dossier. Ma la lente anche attraverso la documentazione prodotta dalla Fondazione intitolata alla bambina uccisa a Gaza nel 2024, Hind Rajab si sta orientando anzitutto sui vertici della Marina israeliana; in particolare su chi avrebbe dato l'ordine di abbordaggio delle imbarcazioni della "Sumud". Da accertare poi il ruolo del capo di Stato maggiore della Difesa e del responsabile del servizio penitenziario israeliano, già intervenuto con una nota per difendere il comportamento degli agenti attribuendo eventuali responsabilità a esercito e polizia. Gli attivisti parlano di pestaggi e violenze già durante il trasferimento sulle "navi-prigione". Dalla panic room evocata dal deputato Cinquestelle Carotenuto, dove le aggressioni fisiche sarebbero state il biglietto da visita, alle scariche elettriche col taser alle molestie sessuali.

Si è invece incagliato in Libia il nuovo tentativo di portare aiuti a Gaza partito dalla Mauritania con 300 membri da 25 Paesi. A Sirte è stato fermato un gruppo con due italiani, forse arrestati. "Abbiamo perso i contatti con una decina di attivisti - spiega la portavoce della Flotilla, Maria Elena Delia - A Sirte erano entrati nel territorio della Libia controllato dalle autorità di Haftar. Il gruppo, con un'auto e un'ambulanza, era stato invitato a negoziare la ripartenza del Land Convoy. Tra loro ci sono anche due italiani, un pugliese e una piemontese. Secondo quanto ci risulta finora, potrebbero essere stati arrestati".

Ma cresce pure la tensione diplomatica tra Spagna e Israele dopo la diffusione di altre immagini; quelle del rientro a Bilbao di altri attivisti della "Sumud" dopo l'espulsione da Israele.

Manganelli, urla e caos e un bilancio di due agenti medicati per contusioni e 4 arresti all'aeroporto, due attivisti e due manifestanti pro-Pal fermati dalla polizia autonoma basca con l'accusa di inosservanza agli ordini delle autorità e aggressione a pubblico ufficiale.

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