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Il segnale di apertura di Gaza (dopo 20 anni e due guerre): Hamas sconfitto alle elezioni

Fatah conquista sei seggi, come in Cisgiordania. Il primo ministro palestinese: "Passo decisivo"

Il segnale di apertura di Gaza (dopo 20 anni e due guerre): Hamas sconfitto alle elezioni
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Due anni di guerra e venti dalle ultime consultazioni elettorali. Numeri fuori dalla norma. A Gaza si è votato per le elezioni municipali palestinesi e la notizia è la sconfitta di Hamas. La lista Nahdat Deir al-Balah (nella foto il candidato Yousef al-Jaabari ) sostenuta dal partito Fatah di Abbas e dall'Autorità Palestinese appoggiata dall'Occidente, si è assicurata sei seggi. Quelli rimanenti sono stati conquistati da altri due gruppi con sede a Gaza, Futuro di Deir al-Balah e Pace e Costruzione, non affiliati a nessuna delle due fazioni. I candidati vicini ad Abbas hanno vinto anche in Cisgiordania, dando un segnale preciso all'interno ma soprattutto all'esterno del bacino mediorientale, ovvero che da un lato è necessario il sostegno internazionale per la gestione municipale e, dall'altro, che è finalmente in atto un cambiamento politico che, dai municipi, potrebbe allargarsi a livello nazionale. E segnare così l'emarginazione politica delle braccia e delle menti che hanno ideato i massacri dei 7 ottobre. Il tutto mentre a farla da padrone è ancora lo stallo per il processo di cessate il fuoco mediato dagli Stati Uniti tra Israele e Hamas.

Nonostante la bassa affluenza (23% a Gaza e 56%in Cisgiordania), sono molti i segnali positivi che vengono dalle urne: il momento, come è noto, era estremamente "delicato, tra sfide complesse e circostanze eccezionali", ha dichiarato il primo ministro palestinese Mohammad Mustafa dopo i primi risultati, ma al contempo rappresentano "un primo passo importante in un processo nazionale più ampio volto a rafforzare la vita democratica e in definitiva a raggiungere l'unità della patria".

Già, l'unità: non è stato affatto semplice allestire seggi elettorali adeguati, reperire fisicamente le urne e finanche le scuole (in gran parte distrutte) dove svolgere le operazioni di voto. Per questa ragione la commissione elettorale ha utilizzato anche delle tende. Nelle settimane che hanno preceduto il voto, a Deir al-Balah si è tornati a respirare un po' di "normalità", con manifesti di candidati e liste in bella mostra sia su vetrine e pali della luce, sia nei campi profughi che ospitano le famiglie sfollate. È come se le elezioni avessero rotto la quotidianità fatta di macerie e precarietà.

Secondo il capo della Commissione elettorale centrale, Ashraf Shuaibi, il voto di sabato a Gaza può rappresentare un modello anche per le elezioni nazionali palestinesi. "È stato commovente vedere le urne costruite localmente a Gaza e le schede elettorali stampate in loco, che hanno permesso lo svolgimento delle prime elezioni dopo 21 anni di una guerra devastante" ha dichiarato Shuaibi.

Inoltre le elezioni sono importanti anche perché la stessa Commissione elettorale centrale è riuscita a organizzarle a Deir al-Balah, dove i residenti, costretti a sfollare e in condizioni di estrema difficoltà, non votavano da due decenni.

Ma come hanno commentato i risultati gli sconfitti? Il portavoce di Hamas a Gaza, Hazem Qassem, ha minimizzato l'importanza del voto, affermando che non avevano alcun impatto sulle questioni nazionali più ampie. La realtà è ben diversa e dimostra che la popolarità di Hamas dopo due anni di guerra è in vistoso calo.

Nonostante non avesse presentato una lista ufficiale di candidati, le forze di polizia di Hamas hanno presidiato i seggi elettorali a Deir al-Balah, circondando ciascun luogo con guardie armate. Nelle intenzioni volevano incutere timore tra gli elettori, ma di fatto non ci sono riusciti.

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