"Senza bambini l'Italia è morta". E il Papa benedice il bonus per i figli

Il Pontefice elogia l'assegno unico per i nuovi nati: "Riforme sociali con la famiglia al centro". Draghi lo rassicura: "A bilancio 21 miliardi. E non ci ripenseremo il prossimo anno"

"Senza bambini l'Italia è morta". E il Papa benedice il bonus per i figli

La stretta di mano è solo la rappresentazione plastica della convergenza tra il premier Mario Draghi e il Papa. Una linea comune che già in passato si era dimostrata solida e che ora si rafforza in una comunione d'intenti tra le due sponde del Tevere, su un tema particolarmente caro a entrambi: quello della natalità. «Senza figli l'Italia scompare», nel Paese si assiste a un «inverno demografico». E poi, l'invito a misure urgenti e concrete per le famiglie e il sostegno all'assegno unico. C'è tutto questo nelle parole di Francesco e del premier che ieri mattina sono intervenuti agli Stati generali della natalità, a Roma. Una sorta di G8 promosso dal Forum delle associazioni familiari e dal suo presidente, Gigi De Palo. «Un tema urgente» e «basilare» per «invertire la tendenza e rimettere in moto l'Italia a partire dalla vita», ha sottolineato il Pontefice argentino, ricordando che i dati dimostrano che «la maggior parte dei giovani desidera avere figli» ma che «i loro sogni di vita si scontrano con un inverno demografico ancora freddo e buio».

Il premier Draghi ha subito ringraziato Bergoglio per la sua presenza che «testimonia ancora una volta come le questioni sociali ed economiche abbiano prima di tutto una dimensione umana ed etica». «La questione demografica, come quella climatica e quella delle diseguaglianze, è essenziale per la nostra esistenza», ha detto il presidente del Consiglio. «Un'Italia senza figli è un'Italia che non crede e non progetta. È un'Italia destinata lentamente a invecchiare e scomparire», ha ammonito Draghi, ricordando che nel 2020 sono nati solo 404.000 bambini. «È il numero più basso dall'Unità d'Italia».

Il Papa ha elogiato il ruolo delle famiglie che, in tempo di Covid, «hanno dovuto fare gli straordinari» dovendosi improvvisare «insegnanti, tecnici informatici, operai, psicologi!». Un pensiero soprattutto alle donne che, sul lavoro, «vengono scoraggiate ad avere figli o devono nascondere la pancia. Com'è possibile che una donna debba provare vergogna per il dono più bello che la vita può offrire? Non la donna, ma la società deve vergognarsi, perché una società che non accoglie la vita smette di vivere».

Da Papa Francesco è arrivato poi un plauso al governo per l'assegno unico per ogni figlio nato. «Finalmente in Italia si è deciso di trasformare in legge un assegno, definito unico e universale, per ogni figlio che nasce. Esprimo apprezzamento alle autorità e auspico che questo assegno venga incontro ai bisogni concreti delle famiglie» e «segni l'avvio di riforme sociali che mettano al centro i figli e le famiglie. Se le famiglie non sono al centro del presente, non ci sarà futuro; ma se le famiglie ripartono, tutto riparte». Su questo, Draghi ha subito assicurato: «Si può star tranquilli anche per gli anni a venire, l'assegno unico è una di quelle trasformazioni epocali su cui non ci si ripensa l'anno dopo. Il governo - ha aggiunto - si sta impegnando su molti fronti per aiutare le coppie e le giovani donne». Le risorse complessivamente a bilancio «ammontano ad oltre 21 miliardi di euro, di cui almeno sei aggiuntivi rispetto agli attuali strumenti di sostegno per le famiglie». Infine il Papa ha chiesto «politiche familiari di ampio respiro, lungimiranti: non basate sulla ricerca del consenso immediato, ma sulla crescita del bene comune a lungo termine». «Qui sta la differenza tra il gestire la cosa pubblica e l'essere buoni politici», ha concluso Bergoglio.