"A settembre pronto il vaccino"

Di Lorenzo (Irbm): "Finiti i test clinici subito in produzione"

"A settembre pronto il vaccino"

Il mondo contro il coronavirus. Italia, Francia, Germania, Norvegia e il Consiglio d'Europa hanno siglato un piano di cooperazione globale per la ricerca del vaccino anti-Covid19. Intanto, si combatte anche in Italia, precisamente a Pomezia nei laboratori del gruppo IRBM che, anni fa, ha messo a punto il vaccino anti-Ebola.

«A gennaio, i cinesi hanno sequenziato il virus - racconta l'amministratore delegato Pietro Di Lorenzo e, tre mesi dopo, l'Istituto Jenner dell'Università di Oxford ha sintetizzato il gene della proteina spike (proteina chiave del processo infettivo), creando un inoculo virale. Il nostro Gruppo ha messo a disposizione dello Jenner il proprio expertise della piattaforma-Adenovirus (la semplice influenza, ndr) in cui è stato inserito il gene della proteina spike. Immesso nell'organismo attraverso il vaccino, questo virus impostore, come un cavallo di Troia, stimola il sistema immunitario ad uccidere il Covid-19. Attualmente in Inghilterra sono in corso i test clinici che offriranno i risultati tra qualche mese. Se il vaccino si dimostrerà efficace entro fine settembre si dovrebbe entrare in produzione».

Il «se» nella sua frase fa supporre che non sarà una cosa immediata?

«Dipende dai punti di vista. Quattro mesi per la ricerca scientifica sono un battito di ciglia. Conclusa la fase dei test clinici si dovrà ottenere il via libera dalle autorità di controllo internazionali, anche se, in questo caso esistono due precedenti importanti che garantiscono la sicurezza nell'uso sull'uomo: il vaccino anti-MERS dello Jenner, usato in Arabia Saudita, e il nostro Adenovirus, testato con un milione di vaccini anti-Ebola».

Come sarà possibile realizzare i vaccini per miliardi di persone?

«Certo un solo produttore non può essere in grado di affrontare la scala globale: noi potremmo anche decuplicare la produzione ma il mercato mondiale è sterminato. Per questo è stato siglato l'accordo con la multinazionale AstraZeneca, in grado di organizzare la produzione e la distribuzione del vaccino affidandosi contemporaneamente a una pluralità di soggetti ai quali garantiremo la nostra expertise. Si prevede che il primo lotto (2 milioni di dosi) sia pronto a gennaio, indirizzate alle persone più esposte e così via».

Il costo del vaccino sarà accessibile?

«È ancora presto per stimare i costi, però saranno contenuti. L'accordo siglato per la produzione prevede, infatti, che in tutto il periodo della pandemia, il vaccino verrà distribuito al prezzo di costo, not for profit, come richiesto dall'Istituto Jenner di Oxford. Intanto le recenti notizie di un piano di cooperazione internazionale e della raccolta di fondi destinati alla ricerca non potranno che accelerare i tempi per sconfiggere questa pandemia».

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