Sfida Lombardia: "Con 100mila dosi campagna finita già a inizio luglio"

Moratti: "Due dosi a un milione di lombardi, una a 2,5 milioni. Di questo passo saremo i primi a raggiungere l'immunità di gregge". Incognita forniture: prevista una frenata questa settimana

Sfida Lombardia: "Con 100mila dosi campagna finita già a inizio luglio"

Un milione di immunizzati. La Lombardia comincia a raccogliere i frutti di una campagna vaccinale che negli ultimi giorni è decollata. Ieri l'assessore al Welfare Letizia Moratti ha annunciato che una fetta consistente della popolazione comincia a essere coperta: un milione di persone ha già ricevuto due dosi e due milioni e mezzo di cittadini hanno ricevuto almeno una dose. Così, ha preannunciato che la sua Regione sarà la «prima che raggiungerà l'immunità di gregge». Un obiettivo che si comincia a intravedere. «Sì, siamo ancora piuttosto lontani, anche perché ad ora non si possono vaccinare i minori di 16 anni - osserva il professor Fabrizio Pregliasco, virologo dell'Università degli Studi e direttore sanitario dell'Istituto Galeazzi - però se arriveremo al 70% della popolazione, avremo una riduzione consistente nell'incidenza soprattutto dei casi gravi».

Già il fatto che se ne ragioni senza imbarazzi, lascia intendere che un bel po' di lavoro è stato fatto, anche il 1° maggio, quando i centri hanno continuato a operare nonostante la giornata festiva, portando «a casa» 93.365 vaccinazioni. Ma da giorni, ormai, la Regione guidata da Attilio Fontana viaggia sopra la percentuale della sua consistenza demografica: la Lombardia conta circa un sesto della popolazione italiana (il 17%) eppure in questa fase esegue oltre un quinto delle vaccinazioni (il 30 aprile ha sfiorato il quarto del totale, con il 23%). E proprio il 1° maggio è stata annunciata l'apertura delle prenotazioni per la fascia d'età 16-49 anni, i nati dal 1972 al 2005 con un'esenzione per patologia. «La Lombardia è da Champions League - ha detto tre giorni fa il capo della campagna, Guido Bertolaso - vediamo se riusciamo a farle vincere lo scudetto».

Inutile sottolineare l'impatto che questo sforzo ha avuto sulla campagna italiana, che non a caso ha raggiunto la famosa soglia delle 500mila somministrazioni al giorno. Ieri la Lombardia è arrivata a quota 3.470.000 somministrazioni totali. E ora sembra a portata di mano il «target» dichiarato della campagna massiva: 6,6 milioni di lombardi vaccinati entro luglio. Condizione imprescindibile è che arrivino le dosi. Nei prossimi giorni ci sarà un calo fisiologico: la Lombardia si dovrà assestare sulle 85mila vaccinazioni che le «spettano» secondo i piani nazionali, anche se ha dimostrato di poter arrivare a 113mila, potenzialmente 140mila.

Sembrano lontani i disguidi patiti quando il vecchio portale regionale andava «in tilt» costringendo le Ats a rimediare con prenotazioni «manuali» pur di non gettare via le dosi «scongelate». Col nuovo sistema allestito da Regione e Poste la macchina ha ingranato e ora la Lombardia guarda a quest'obiettivo simbolico. «L'immunità di gregge dipende dall'R0 - spiega Pregliasco - per un R0 di 2,5, ma con le varianti purtroppo più alto, si calcola l'80% o più, ma è un modello teorico, poi nella pratica ci sono persone che non si vaccineranno, vaccinazioni inefficaci e altre che perdono dopo 9-12 mesi una buona efficacia e sarà necessario richiamare». L'immunità di gregge sarà una direzione di marcia più che un traguardo: «Il virus diventerà endemico - conclude Pregliasco - ma con una presenza molto più bassa. Nei prossimi anni, per i soggetti più a rischio e più esposti, saranno necessarie delle dosi di richiamo aggiornato con varianti. Il problema è una riduzione consistente per convivere molto meglio col virus».

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