Si avvicina la riapertura delle discoteche. E intanto scoppia il caso "Billionaire"

Il sottosegretario Costa: "Questa settimana indicheremo una data". Sarà necessario il green pass o un tampone effettuato 48 ore prima

Si avvicina la riapertura delle discoteche. E intanto scoppia il caso "Billionaire"

A San Marino «l'esperimento» è riuscito e ora anche in Italia la riapertura delle discoteche si avvicina. Per il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, entro il 10 luglio si potrà tornare a ballare anche se con regole e restrizioni specifiche. Nello stesso giorno in cui si decide la ripartenza a pieno titolo della movida, arriva l'accusa di epidemia colposa per i gestori del Billionaire, la discoteca di Flavio Briatore a Porto Cervo, nell'inchiesta giudiziaria sui contagi Covid scoppiati la scorsa estate in Costa Smeralda. Ad agosto 58 dipendenti erano risultati positivi contribuendo ad alimentare i focolai della seconda ondata.

Ma ora si riparte. Sabato scorso quasi tremila ragazzi si sono ritrovati in un locale a San Marino. Per entrare dovevano presentare il green pass oppure il certificato di tampone Covid negativo. Evento Covid free riuscito dunque anche secondo il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia che apprezza l'iniziativa avviata dal segretario di Stato per il Turismo di San Marino Federico Pedini Amati. «Una scelta coraggiosa, come che dimostra come sia possibile organizzare eventi pubblici in piena sicurezza. - dice Garavaglia - Il successo di pubblico denota, poi, la voglia di ripartenza che gli operatori stanno agevolando con la loro determinazione a chiudere la parentesi buia della pandemia». La data del via libera ancora oscilla ma comunque non dovrebbe slittare oltre il secondo week end di luglio. Il nodo sarà sciolto presto con la definizione di protocolli di comportamento. Le discoteche che effettuano la ristorazione sono in realtà già aperte ma per il momento ballare è ancora vietato.

A rassicurare gli imprenditori del settore interviene il sottosegretario Costa. «Questa settimana indicheremo una data, perché questo settore è ad oggi, rimasto l'unico senza avere una prospettiva e credo sia dovere della politica dare una risposta anche a questo settore. -dice Costa- Entro i primi dieci giorni di luglio le discoteche potranno aprire».

Come è già accaduto per le mascherine sarà il Comitato Tecnico Scientifico a dare un parere su una possibile data fornendo anche le indicazione sui protocolli di sicurezza. Quello delle discoteche è l'ultimo settore fino ad ora rimasto escluso dal calendario delle riaperture. «Ho appena avuto un colloquio su questo con il ministro Speranza. Questa settimana indicheremo una data in cui le discoteche potranno tornare a fare le loro attività, perché questo settore è ad oggi, rimasto l'unico senza avere una prospettiva e credo sia dovere della politica dare una risposta anche a questo settore -insiste Costa- Entro i primi dieci giorni di luglio le discoteche potranno aprire e penso che il criterio del green pass possa esser applicato anche in questo caso».Dunque anche per ballare si dovrà dimostrare di essere vaccinati esibendo il green pass oppure effettuare un tampone nelle 48 ore precedenti. Scontato che venga richiesto un sistema di registrazione di tutti i partecipanti in modo da attivare immediatamente il tracciamento nel caso nei giorni successivi emergano casi di persone positive al coronavirus.A spingere per la riapertura delle discoteche non ci sono soltanto gli addetti del settore ma anche le Regioni. Le discoteche rappresentano un fattore propulsivo per il turismo giovanile e visto che altri paesi, come la Spagna ad esempio, le hanno già riaperte il loro potere di attrazione è molto più forte. Giovanni Toti, presidente della Liguria sostiene il via libera. «La ripartenza del settore turistico è strategica e l'estate non è una stagione normale ma di particolare importanza- dice Toti- Io vedo situazioni all'aperto non molto difformi da quelle che potremmo vedere grandi locali all'aperto del nostro territorio. Se stiamo assembrati fermi fuori dal locale non cambia nulla. Non facciamone una questione ideologica perché a volte c'è una punta di snobismo ideologico».

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