Si svuotano gli ospedali. Discoteche, tegola varianti

Meno di mille i nuovi casi e ricoveri giù del 90% Vertice Cts-Speranza sulla riapertura dei locali

Si svuotano gli ospedali. Discoteche, tegola varianti

Ospedali che si svuotano, reparti Covid che vengono smantellati dopo mesi in trincea, casi settimanali che continuano a diminuire e che ieri sono scesi sotto quota mille, con 927 nuove infezioni e 10 morti. L'epidemia sta rallentando e da lunedì tutta l'Italia sarà in fascia bianca. Ma non è tempo di tirare i remi in barca con le varianti che incombono e, lì dove sono più diffuse, fanno risalire i contagi nonostante le vaccinazioni. In Gran Bretagna sta già accadendo e anche il nostro ministero della Salute è in allerta. Tanto che, in seguito ad un cluster ospedaliero di variante Delta in Finlandia, ha invitato tutte le regioni ad aumentare il sequenziamento e il contact tracing. La battaglia non è finita, osserva il ministro Roberto Speranza, pur riconoscendo che i successi della campagna vaccinale stanno consentendo un graduale ritorno alla normalità: «Abbiamo il 90% di ricoveri in meno e anche il dato più brutto, quello dei decessi, è molto sceso rispetto alle settimane precedenti. Ma il traguardo a cui puntare è azzerare le morti», sostiene. Intanto ieri si è reso necessario un incontro con il Cts per confrontarsi sulla riapertura delle discoteche in relazione all'attuale sicurezza epidemiologica e al monitoraggio delle varianti.

Anche la Fondazione Gimbe evidenzia come negli ultimi due mesi e mezzo ci sia stata una discesa del 92,2% di posti letto occupati in area medica e del 90,3% in terapia intensiva, oltre ad una progressiva diminuzione dei nuovi casi. Ma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione, contesta la «gestione attendista della variante delta» le cui percentuali di diffusione si stanno alzando anche in Italia. «Occorre attuare tempestivamente - dice - le misure raccomandate dall'European Centre for Disease Prevention and Control: potenziare sequenziamento e contact tracing, attuare strategie di screening per chi arriva dall'estero, accelerare la somministrazione della seconda dose negli over 60 e nei fragili, commisurando l'intensità delle misure non farmacologiche di contenimento del contagio alla loro copertura completa». Invece il numero di sequenziamenti effettuati è modesto e eterogeneo a livello regionale. E anche il contact tracing non è stato adeguatamente ripreso, nonostante adesso i numeri del contagio lo permetterebbero. «Preoccupa - osserva Cartabellotta - il confronto con quanto sta accadendo nel Regno Unito nonostante sia più avanti sul fronte delle coperture vaccinali: in Italia infatti poco più 1 persona su 4 ha una copertura adeguata. Percentuali preoccupanti considerando la minore efficacia di una sola dose nei confronti di questa variante». La Delta, secondo il report Ecdc, è del 40-60% più contagiosa di quella Alfa (ex inglese) e determinerà il 70% delle nuove infezioni entro l'inizio di agosto ed il 90% entro la fine. In molti Paesi si sta espandendo velocemente. Per questo gli epidemiologi spingono per la vaccinazione di massa in vista dell'autunno, anche degli adolescenti, che costituiscono una fonte di diffusione del virus. Il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, invita a «preoccuparsi il giusto, senza eccessi, considerando che in Gran Bretagna non aumentano in maniera significativa i ricoveri e che la doppia vaccinazione funziona». Sileri però bacchetta il Gabinetto del suo stesso ministero per il ritardo sul monitoraggio delle varianti.

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