Sicilia, Di Maio: "Voto e libertà a rischio, intervenga l'Osce"

Di Maio parla del voto in Sicilia: "Interesseremo l’Osce per verificare e monitorare il corretto svolgimento delle elezioni"

Sicilia, Di Maio: "Voto e libertà a rischio, intervenga l'Osce"

Il canddiato premier del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, impegnato in Sicilia in vista del voto di novembre, alza il livello dello scontro. "Interesseremo l’Osce per verificare e monitorare il corretto svolgimento delle elezioni. E anche i cittadini si rendano disponibili come rappresentanti di lista: è molto importante monitare tutte le operazioni di scrutino. Siamo molto preoccupati per la possibilità concreta che il voto sia inquinato dagli impresentabili del centrodestra e dalla pratica del voto di scambio".

Per Di Maio "c’è un grave pericolo di condizionamento del voto e di mancanza di libertà di voto, per questo chiediamo l’intervento degli organismi internazionali come si fa in quei Paesi in cui la libertà è a rischio perchè si può condizionare il voto".

"Interesseremo l’Osce - ha chiarito ulteriormente Di Maio - per monitare il corretto svolgimento delle elezioni. Lo abbiamo già fatto in passato. Interesseremo il direttore dell’Ufficio Osce per le istituzioni democratiche e dei diritti umani. Lo interesseremo perché faccia intervenire l’organismo per vigilare sul corretto svolgimento delle elezioni. Depositeremo nelle prossime ore anche una risoluzione in Commissione alla Camera per impegnare il governo a chiedere la stessa cosa che chiederemo noi con due lettere: una di Cancelleri e l’altra mia come vicepresidente della Camera, perché quello che abbiamo visto in questi giorni fa davvero rabbrividire". È molto importante, ha proseguito, "monitare tutte le operazioni di scrutinio, soprattutto in alcune zone, anche i cittadini ci aiutino".

Di Maio poi si rivolge alla Commissione Antimafia: "Faccio un appello alla presidente Bindi perché velocizzi tutte le procedure per partorire l'elenco degli impresentabili prima delle elezioni". E aggiunge: "L'elenco lo ha partorito finora Giancarlo Cancelleri, la commissione parlamentare Antimafia ancora non lo ha fatto. Glielo abbiamo consegnato noi, dicono che ci sono problemi tra la commissione e le procure per la trasmissione di tutte le informazioni? Stiamo scherzando? Vogliamo far ridere tutto il mondo? Ci sono impresentabili segnalati dalla stampa e da una formazione politica perché la commissione Antimafia ha un problema a reperire le informazioni. Siamo lo zimbello del mondo".

E dalle colonne del Corriere Di Maio torna a prendere di mira la nuova legge elettorale. "Faccio un appello con il massimo rispetto al capo dello Stato perché una legge che ha una quota proporzionale in cui il voto di un terzo degli elettori italiani conta meno è una falsificazione della volontà popolare troppo grande. Quindi chiediamo al capo dello Stato di intervenire per pretendere che almeno questo elemento di truffa venga eliminato dalla legge". Spiega poi il proprio ragionamento: "Per la quota proporzionale il voto di un cittadino elettore del Pd non vale uno, ma vale 1,32. Mentre il voto di un cittadino elettore del Movimento 5 Stelle vale molto meno.

Il problema - prosegue - è il voto di quei 10 milioni di italiani, cioè di un terzo degli elettori, che pesa meno del voto degli altri italiani" perchè "il voto per i cespugli delle coalizioni viene trasferito ad altri partiti sulla base delle preferenze espresse da altri elettori". Per Di Maio, "così si violano i principi costituzionali del voto eguale, diretto e personale. Questo è un fortissimo elemento di incostituzionalità".

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