Sicurezza, lavoro e nuovi stili di vita. È la sostenibilità di un'assicurazione

A lungo trascurata, l'importanza della sostenibilità, intesa come filosofia e stile di vita attento all'ambiente, sta sempre più attirando le attenzioni su di sé, scalando la graduatoria delle priorità non solo di persone e famiglie, ma anche di piccole imprese e grandi gruppi. Finalmente, verrebbe da dire. Meglio tardi che mai, si potrebbe aggiungere. Come se arrivati a sfiorare il punto di non ritorno, ci fossimo resi conto un po' tutti che con l'ambiente e con i diritti non si scherza perché a perderci siamo prima di tutto noi. Certo, passare dalla teoria alla pratica, dalla sregolatezza alla consapevolezza, quindi a rimedi e soluzioni, non è un percorso semplice né immediato, ma non c'è dubbio che valga la pena rimboccarsi le maniche e mettercela tutta per muoversi nella giusta direzione. Di questo è convinta Lucia Silvia (nella foto), manager del gruppo assicurativo Generali che riveste il ruolo di Group head of sustainability and social responsibility. Silva si occupa cioè di sostenibilità e responsabilità sociale. Ogni giorno il suo lavoro la porta a supportare una sorta di rivoluzione silenziosa che, ormai in atto da anni, vede la progressiva presa di coscienza, da parte della comunità finanziaria internazionale, della necessità di uno sviluppo economico diverso dal passato, che non metta al centro soltanto il profitto, ma anche fattori come, appunto, la tutela dell'ambiente, la trasparenza del business, il rispetto dei diritti umani e il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. Questa rivoluzione silenziosa non poteva passare inosservata al gruppo assicurativo di Trieste che, attivo dal 1831, presente in 50 Paesi con oltre 400 società e una raccolta premi complessiva superiore a 69,7 miliardi di euro nel 2019, ha preso molto seriamente il tema sostenibilità. Tanto da farne uno dei punti chiave del proprio core business. «Puntiamo a diventare life-time partner per i nostri clienti, proponendo soluzioni innovative e personalizzate grazie a una rete distributiva unica e prendendoci cura della vita e dei sogni delle persone, offrendo loro un futuro più sicuro. Come assicuratori, proteggiamo la salute, il nostro pianeta e le generazioni future», ha dichiarato Simone Bemporad, Direttore della comunicazione e degli affari istituzionali di Generali, spiegando la filosofia sostenibile del gruppo. Puntano e ci riescono, a quanto pare. Perché Generali è entrata nella 2020 Global 100 Most Sustainable Corporations di Corporate Knights, la classifica che, sulla base dell'analisi di oltre 7mila aziende con un fatturato superiore a un miliardo di dollari, individua le cento imprese più sostenibili del mondo. Il gruppo del leone si è anche aggiudicato il secondo posto nella graduatoria delle aziende più virtuose in materia di sostenibilità in occasione della quinta edizione dell'Integrated Governance Index.

Riconoscimenti che devono il merito all'impegno di destinare oltre 4,5 miliardi di euro in investimenti green e sostenibili entro il 2021 e ai principi di sostenibilità integrati in tutto il patrimonio che gestisce per conto dei suoi clienti. «Per esempio non facciamo investimenti in aziende che non rispettano i nostri principi di sostenibilità e stiamo uscendo progressivamente da settori controversi», spiega Silva. È il caso del comparto carbone, una fonte di energia considerata troppo inquinante per le attuali esigenze di salvaguardia dell'ecosistema e per la lotta al riscaldamento globale. Ma il modello di Generali non è limitato alle questioni ambientali. Il big nostrano delle assicurazioni si è autoimposto di non investire in società al centro di controversie per quel che riguarda la tutela dei diritti umani o il rispetto dei lavoratori. E non finisce qui. La sostenibilità ha uno stretto legame anche con l'offerta di soluzioni assicurative. «Abbiamo realizzato una mappatura dell'intera gamma spiega Silva per misurare il grado di sostenibilità dei nostri prodotti». Ci sono coperture, come le polizze automobilistiche pay per use, che hanno tariffe proporzionali all'utilizzo del veicolo da parte del conducente e che consentono di risparmiare sui premi a chi usa poco l'auto e contribuisce in misura minore all'inquinamento atmosferico. Tra le iniziative messe in campo sul fronte della sostenibilità c'è anche Vitality, un programma per incoraggiare e premiare uno stile di vita più sano dei clienti che sottoscrivono alcune coperture assicurative sanitarie.Verranno lanciate altre due iniziative chiave: Responsible Consumers, un'offerta di prodotti ritagliata sui consumatori responsabili, ed EnterPRIZE, un premio per le piccole e medie imprese più attente alle tematiche di sostenibilità, come ambiente e welfare.

Essere sostenibili, però, per Generali non significa soltanto innovare la propria offerta verso i clienti, ma anche la propria struttura organizzativa. Ci sono programmi specifici per la diversity, con particolare riguardo per le donne che devono conciliare la vita lavorativa e quella familiare, o l'uso esteso dello smart working. Se ora è una formula comune, per Generali lo era già a inizio lockdown, con il 90% dei dipendenti al lavoro da casa, grazie a una preparazione lungimirante verso questo nuovo modo di lavorare.

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Commenti

ROUTE66

Mar, 03/11/2020 - 11:42

Bene ora sappiamo che se si consumano certi prodotti CONSIGLIATI da Generali si ha uno sconto in polizza. Naturalmente chi li produce sarà LEGATO per sempre a LORO