Sindaci, che mania le ramanzine

La paternale del politico è l'ultimo effetto collaterale della quarantena. Gettonatissima è la parte del sindaco che fa la ramanzina ai cittadini

Sindaci, che mania le ramanzine

La paternale del politico è l'ultimo effetto collaterale della quarantena. Gettonatissima è la parte del sindaco che fa la ramanzina ai cittadini, che li biasima non si sa bene per cosa, e lo fa bello tranquillo dal suo studio. Ora c'è cascato anche il sindaco di Bergamo Giorgio Gori, come già il collega di Milano Beppe Sala.

Ramazine «chic», rispetto ai ruspanti proclami del governatore campano Vincenzo De Luca, che a marzo invocò un «lanciafiamme» per disperdere delle fantomatiche feste di laurea. Ma «Rambo» De Luca aveva almeno il pregio della simpatia: recitava la parte del duro con spassosa convinzione, meritatosi senz'altro la ribalta dei social e prenotando una imminente collocazione nei presepi. Poi, perfettamente in linea col «credo» grillino, è arrivata la strigliata romana della prima cittadina Virginia Raggi, che volendo evitare le scampagnate pasquali, ai primi di aprile cominciò ad redarguire i suoi: «Se fate i furbi vi pizzichiamo», per poi accontentarli in seguito con l'elargizione di una buona notizia: l'apertura dei parchi. «Una concessione che ci viene fatta dalla presidenza del Consiglio - la presentò così - che dobbiamo meritarci». Era, il messaggio della Raggi, il manifesto perfetto del paternalismo grillini che non sa governare ma si dà il compito di fare la morale ai cittadini-sudditi, di cui si fida poco, come poco si fida delle imprese.

Ma alla tentazione della ramanzina non è riuscito a resistere neanche Gori, che è arrivato a bacchettare i concittadini in questi termini: «Non sono bastate centinaia di morti nella nostra città?». Lo ha fatto dopo aver visto «le immagini del pomeriggio» che ritraevano un certo numero di persone intente a passeggiare in centro. Si è detto «preoccupato» e arrabbiato, il sindaco Pd, dopo aver rivelato che anche lui si era concesso una passeggiata mattutina, ma «sui colli». Una passeggiata consapevole, insomma. Seria, impegnata e rigorosa, contrapposta alle vasche della gente, che non si è impegnata abbastanza per assomigliare a lui. «Metteteci serietà, impegno e rigore» ha proseguito infatti il sindaco, non senza aggiungere un bel «per piacere». «Incazzato» si è detto invece Sala, l'8 maggio, esponendo l'intera Milano alle critiche (ingiuste) di mezza Italia, per via di una foto col teleobiettivo che «schiacciava» l'una sull'altra, come una folla, una cinquantina di persone che in realtà si trovavano lungo una distanza di quasi un chilometro. Illusione ottica per Sala delusione amministrativa per entrambi - Sala e Gori - che invece di diffondere video messaggi avrebbero forse più opportunamente potuto pensare a misure da adottare con i poteri di cui sono dotati: controlli di polizia locale, provvedimenti sulla viabilità, chiusure parziali. Provvedimenti che forse richiedono più fatica e costano qualche voto, rispetto a un pilatesco «Non ci siamo!»

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