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La sinistra d'élite per chi va in bici

Non è ancora finita la pandemia però i sindaci non stanno più nella pelle dalla gioia: non vedono l'ora di riempire le nostre città di ciclabili per bici e per l'ultimo status symbol del vero fighetto progressista, il monopattino.

La sinistra d'élite per chi va in bici

Non è ancora finita la pandemia, le casse comunali sono vuote, e però i sindaci non stanno più nella pelle dalla gioia: non vedono l'ora di riempire le nostre città di ciclabili per bici e per l'ultimo status symbol del vero fighetto progressista, il monopattino.

Sala ad esempio si è già portato avanti, con una pista su corso Buenos Aires che ha fatto irritare tutti, ma si appresta a costruirne altre. Per parafrasare il maoismo: «una, cento, mille ciclabili». Quella della green city, di cui le due ruote sono parte essenziale, è l'ultima e più fresca ideologia dei progressisti, che essi rivendicano con la solita arrogante sicumera, tale da far sentire chi non condivide tanto entusiasmo un passatista, peggio un nostalgico, nella loro scala di valori qualcosa di peggio del razzista.

Come tutte le ideologie, anche quella della città ecologica esprime gli interessi dei gruppi sociali e al tempo stesso rappresenta una costruzione immaginaria della realtà. La costituente elettorale progressista nelle grandi città non è più da tempo il lavoratore: questi non può più vivere in città, se non nella periferia, per via degli alti costi. Per recarsi al lavoro però deve utilizzare mezzi pubblici, che con le norme di distanziamento saranno ancora meno agibili di quanto fossero prima - e penso al disastro di una città come Roma.

Resta l'auto. A cui i primi cittadini della sinistra hanno però dichiarato una guerra totale. La cui motivazione principale è il gretino «salvare il pianeta», ma che è anche un modo per reprimere il mezzo di trasporto meglio in grado di garantire la libertà di movimento degli individui, l'auto. La green city infatti vorrebbe anche essere una città socialista - come si è definito Sala - cioè iper-regolata. Ti puoi muovere liberamente, ma solo in bicicletta e in monopattino, quindi non potrai andare molto lontano. A essere contenti saranno solo gli elettori piddini oggi, i bobos (borghesi-bohèmiens) che vivono in centro o quasi, che potranno perciò muoversi con le due ruote. Entro la Ztl, grandi consensi al Pd - e quindi, a Roma, Raggi lavora per il re di Prussia.

L'ideologia, dicevamo, costruisce un mondo immaginario. In quello reale, come hanno mostrato gli studi su Londra e Parigi che, sulla strada della città verde sono entrati già da tempo, le ciclabili sono poco utilizzate e la deviazione delle strade ha fatto aumentare, e non diminuire, l'inquinamento. Quando un tizio in monopattino rischierà di farvi cadere dalla moto o un ciclista vi taglierà la strada in auto, ricordatevelo.

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