La sinistra pronta al presidenzialismo pur di sbarrare la strada al Cavaliere

La sinistra pronta al presidenzialismo pur di sbarrare la strada al Cavaliere

L'Italia liberale (e figlia di un dio minore) si aspetta che Silvio Berlusconi sia eletto Presidente della Repubblica anche per garantire la fine della Guerra dei trent'anni scatenata da una parte della magistratura e sfruttata dalle sinistre. Ma le stesse sinistre, saltata l'ipotesi di prolungare Mattarella, adesso progettano di traslocare Draghi al Quirinale pur sapendo che in tal modo cesserebbe di fatto la Repubblica parlamentare. E non perché Mario Draghi abbia idee meno che limpide ma perché sarebbe si troverebbe nella necessità di instaurare, di usare in modo totale il potere presidenziale di nomina e revoca dei ministri, dovendo completare la missione per cui la stessa Europa che ci ha concesso i miliardi per le riforme, ma ha preteso come garanzia che tali fondi fossero gestiti da Draghi. Quindi, non importa da quale Palazzo, Draghi dovrà portare a termine il suo compito. Ma se dovesse farlo dal Colle, non potrebbe far altro che installare a Palazzo Chigi un suo primo ministro con un suo governo per soddisfare l'Europa, ma azzerando i partiti. E tutto questo senza che Parlamento e popolo abbiano voce in capitolo. Sarebbe accettabile una tale procedura? Ovviamente no. Ma per le sinistre sembra che la questione sia soltanto quella di sbarrare la strada a Berlusconi.

Ora, il presidenzialismo alla francese potrebbe anche essere una soluzione, ma non certo attraverso un furbesco colpo di mano, e incrinando per di più la figura di Draghi, risorsa della Repubblica.

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