"Sono innocente e i testimoni chiamati in aula sono tutti mafiosi". Il californiano Francis Ford Kaufmann alla sbarra. Prima udienza, ieri, per il 47enne accusato dell'omicidio della compagna Anastasia Trofimova, 28 anni, e della figlia Andromeda di 11 mesi, uccise a poca distanza l'una dall'altra a villa Pamphili il 7 giugno scorso.
L'uomo, che dichiara ancora di chiamarsi Rexal Ford, l'alias inventato per spacciarsi regista, anche davanti alla Prima Corte d'Assise, parla a bassa voce. Un soliloquio, il suo, studiato per farsi credere pazzo? Tanto che il suo difensore, l'avvocato Paolo Foti, si "gioca" la carta della seminfermità mentale chiedendo una perizia psichiatrica. "Una richiesta legata alle sue condizioni mentali - spiega in aula - che negli ultimi mesi sono andate deteriorandosi in modo evidente e che non sono compatibili con lo stare in giudizio". Richiesta cui la Procura si è opposta affermando che non ci sono i presupposti. I giudici si sono riservati di decidere "all'esito della acquisizione del diario clinico dell'imputato".
La donna viene soffocata con un cuscino tra il 3 e il 4 giugno scorsi, strangolata pochi giorni dopo la piccola. È ancora viva Andromeda quando, il 5 giugno, gli agenti lo fermano in strada per la quarta volta. L'uomo sta cercando soldi, si accerterà poi dall'analisi dei tabulati, chiedendo a varie agenzie di baby modelling di scritturare la figlia. Intanto progetta la fuga dall'Italia. Il 14 giugno, a quel punto la bambina è già morta, prende un volo con destinazione Skiathos dove verrà arrestato e poi estradato l'11 luglio. Kaufmann, alias Rexal Ford, Michael Sterling, Arthur Redding e Matteo Capozzi, spacciandosi regista e produttore riesce a ottenere, nei mesi precedenti al duplice omicidio, 863mila euro del tax credit per un film mai girato da una casa di produzione (esistente solo sulla carta), la Tintagel Films Llc di Canterbury. Precedenti per lesioni gravi in Usa, l'uomo riesce persino a cambiare nome e a ottenere con la nuova identità un passaporto. Nel carcere di Larissa distrugge la cella. Davanti ai giudici greci fa scena muta. Con Anastasia, che lui chiama Stella, vive alcuni mesi a Malta dove nasce Andromeda. I tre, poi arrivano in Italia. Vivono alla giornata, facendosi ospitare da conoscenti per poi finire in una tenda nel parco romano. E i fra i rovi viene trovato il primo cadavere, avvolto in un sacco della spazzatura.
Il pm Antonio Verdi ha spiegato che se l'uccisione di Anastasia fosse stata commessa dopo il 17 dicembre "sarebbe stato contestato il reato di femminicidio". Resta aperto in Procura il fascicolo sui mancati controlli dell'uomo da parte delle forze dell'ordine.