È sotto processo ma la Serracchiani lo "promuove"

La doppia morale del presidente del Friuli Venezia Giulia dopo il caso Azzolini

È sotto processo ma la Serracchiani lo "promuove"

Trieste Coincidenze complicate. Che in controluce rivelano la doppia velocità, anche se qualcuno preferisce parlare di «doppia moralità», di Debora Serracchiani. La stessa vice segretaria del Pd che dal suo partito pretende rigore, e pure le scuse per «l'occasione persa» sul caso Azzolini, ma che da governatrice del Friuli Venezia Giulia si trova sempre più spesso a togliere dai pasticci i suoi, pizzicati a ricoprire incarichi poco opportuni. L'ultimo scivolone, riferito dal Messaggero Veneto , ha incendiato la polemica. Perché proprio nel giorno della spaccatura dei dem sull'arresto del senatore di Ncd, la Regione della renziana Serracchiani ha nominato un rinviato a giudizio a commissario straordinario di una fondazione pubblica, Villa Russiz. Storica azienda agricola sul Collio friulano che comprende anche un centro educativo per minori, finita con i conti talmente in rosso da costringere allo scioglimento del cda e alla nomina di un commissario straordinario.

La ruota del toto-nomi si è fermata sul presidente uscente, Salvatore Guarneri, professionista vicino ai vertici Pd, solo qualche giorno prima rinviato a giudizio per abuso d'ufficio e truffa ai danni dell'Inps per una vicenda legata a «La Quiete» di Udine. Altra azienda pubblica, nota per aver ospitato l'ultimo viaggio di Eluana Englaro, e dove Guarneri è direttore sanitario. Una tegola spigolosa sul palazzo di Serracchiani, lei che alla sua giunta ha appena fatto firmare un codice etico per blindare il confine sottile che separa legittimità da opportunità politica, imponendo dimissioni a chi sia destinatario di un avviso di garanzia. «Uno scandalo - denuncia il capogruppo azzurro in consiglio regionale, Riccardo Riccardi - e non mi riferisco alla vicenda penale. Ma a Serracchiani che sta con Renzi, bacchetta i senatori su Azzollini, liquida Crocetta con un tweet e qui in Fvg fa la moralista solo nei giorni pari. Redige i codici etici secondo cui gli assessori rinviati a giudizio devono essere rimossi, ma nomina commissario una persona rinviata a giudizio». E se il Pd fa quadrato, la faccenda non va giù al M5S, secondo cui «viene da dubitare che le dichiarazioni della Serracchiani su Azzollini siano state un escamotage per salvare la faccia del partito che aveva salvato l'alleato di governo», ma nemmeno alla Lega, che vede nella nomina «una scelta coerente con il nuovo corso del Pd».

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