Sparatoria sul lungomare: sabato di terrore in Versilia

Lido di Camaiore, banda di scippatori Sinti sorpresa dalla polizia prima di un colpo: inseguimento e colpi di pistola tra i bagnanti Il sindaco di Pietrasanta: "Il governo intervenga, ci vuole l'Esercito"

Sparatoria sul lungomare: sabato di terrore in Versilia

Incomincia nel terrore l'agosto della Versilia. Dopo le file in auto, i viaggi chilometrici finalmente la spiaggia. Le vacanze, magari anche solo il week-end. Il Lido di Camaiore è zeppo come un uovo. Gli ombrelloni aperti, come le sdraio, la passeggiata affollata.

È da poco passato mezzogiorno, ma questo sabato sarà un mezzogiorno di fuoco. Da lontano gli ululati delle sirene, nessuno può immaginare. Poi all'improvviso il rombo di un auto, le gomme che stridono sull'asfalto. Corre a tutta velocità in contromano sul lungomare. Dietro c'è una pantera delle «Volanti». Lo speronamento, le urla, la fuga lungo la marina, gli spari tra la gente che prende il sole. Sono minuti di terrore, non ci sono morti né feriti (se non due agenti leggermente contusi) ma questo è solo fortunato caso di una sequenza da film che film non era.

Banditi veri, poliziotti veri e proiettili altrettanto veri che fischiavano tra la gente in costume. Inerme, impotente, scioccata. Chi si buttava in mare, chi fuggiva cercando di nascondersi nelle cabine. La tragedia è solo sfiorata, la voglia di tintarella di certo passata.

Tutto comincia, ironia della sorte, proprio mentre in Prefettura si sta concludente la riunione del comitato per l'ordine e la sicurezza. Una pattuglia del commisariato di Viareggio nota un uomo con indosso una parrucca uscire di nascosto da una villa e salire su una Ford Focus nera, risultata poi rubata. A bordo altre due persone. Sono malviventi, quasi di certo ladri. Scatta l'alt, la Ford schizza via a tutta velocità. La polizia gli si lancia dietro. Un inseguimento durato cinque o sei chilometri fino ai viale a mare. Tra gimcane e colpi sparati in aria. Non servono. Tra la gente è il fuggi fuggi. A pochi passi dalle spiagge la macchina dei bandita viene speronata, un malvivente rimane incastrato a bordo, gli altri due escono e aprono il fuoco in mezzo alla folla. Corrono sul lido, si tolgono via via i vestiti per confondersi con i bagnanti. E ci riescono, fanno perdere le loro tracce. Non dovrebbe essere difficilissimo catturarli. Nelle mani della polizia, dopo una breve colluttazione, rimane il loro complice. È un nomade italiano trentacinquenne di origine sinti proveniente da Torino. Doveva essere in trasferta «lavorativa». E i suoi compari probabilmente fanno parte della stessa «tribù».

I poliziotti dopo averlo faticosamente ammanettato hanno dovuto far ancor più fatica per sottrarlo alla voglia di linciaggio della folla inferocita dalla paura.

Il sindaco di Pietrasanta, Massimo Mallegni, che già alcune settimane fa suggerì al Prefetto di Lucca di chiedere l'intervento dell'Esercito per presidiare e contrastare il dilagare della criminalità, ha buone ragioni per tornare alla carica. «Il fenomeno sta assumendo dimensioni preoccupanti», ripete adesso. «È ora che il governo tuteli i cittadini italiani». Ora basta. Ogni giorno assistiamo a casi di delinquenza urbana che mettono in pericolo le nostre famiglie e screditano il nostro territorio. Non siamo più padroni nemmeno a casa nostra». Accuse anche da Deborah Bergamini, responsabile comunicazione di Forza Italia: «Il governo Renzi non ha più scuse, trovi le risorse per pattugliare le strade e incrementare i controlli. I dati statistici mostrano un aumento costante dei reati, in Versilia come nel resto d'Italia».

Come dar loro torto? A parole il governo promette risposte. Lo fa per bocca del il sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri: «Questo gravissimo episodio sottolinea come sia necessario un maggiore impegno in materia di sicurezza», ammette. «Proprio in virtù dell'aumento dei tentativi di furto abbiamo previsto nel ddl sul processo penale, all'esame in Parlamento, un aumento del triplo delle pene nel minimo per questa odiosa fattispecie, facendo sì che i colpevoli siano assicurati alla giustizia e scontino le pene in carceri».

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