Elezioni politiche 2022

"Lo spieghi al giudice". Giorgia Meloni porta Rula Jebreal in tribunale

Sinistra nostrana sempre più in basso: usa vicende personali di terze parti per attaccare Giorgia Meloni e le attribuisce frasi mai dette

"Lo spieghi al giudice". Giorgia Meloni porta Rula Jebreal in tribunale

Se prima, quando era all'opposizione e in campagna elettorale, Giorgia Meloni è stata oggetto di un tiro al bersaglio senza precedenti, ora che ha vinto le elezioni gli attacchi contro di lei si sono intensificati, come dimostra la stampa di simpatia rossa, che non perde occasione per darle contro, anche scavando nel suo passato e con argomenti pretestuosi. Rula Jebreal, in dalla vittoria della Meloni, sui social ha iniziato ad attaccare con argomenti discutibili. Chiunque si sia interessato di politica, o abbia seguito un telegiornale, negli ultimi anni sa che Giorgia Meloni è cresciuta solo con sua madre e sua sorella, senza un padre. Dalla sinistra, invece, si usa anche questo argomento per tentare di delegittimare la leader di Fratelli d'Italia. Tentativo miseramente fallito, anche grazie alla risposta di Giorgia Meloni.

Tra chi ha cavalcato questo argomento c'è anche Rula Jebreal, che ha ripreso una notizia rilanciata dalla stampa spagnola. I fatti risalgono a molti anni fa ma oggi sembrano tornati di gran attualità, come dimostra anche il titolo di Repubblica: "Il padre di Giorgia Meloni condannato per narcotraffico". Una vicenda con la quale Giorgia Meloni non ha evidentemente nulla da spartire, visto che con suo padre non ha alcun tipo di rapporto ma, anche se fosse stato il contrario, il discorso non sarebbe stato diverso. Per la sinistra, evidentemente, non è così e, se da un lato alleggerisce la posizione di un conclamato criminale come Cesare Battisti, dall'altra tenta in tutti i modi di coinvolgere Giorgia Meloni in una vicenda con la quale lei non ha niente a che vedere.

Va in questa direzione l'attacco di Rula Jebreal, che riprendendo il titolo di Repubblica ha scritto: "Durante la sua campagna elettorale, Giorgia Meloni, il nuovo primo ministro italiano, ha promosso un video di stupro in cui si afferma che i richiedenti asilo sono criminali che vogliono sostituire i cristiani bianchi. Ironia della sorte, il padre di Meloni è un famigerato trafficante di droga/criminale condannato che ha scontato una pena in una prigione". Sia Giorgia Meloni che Daniela Santanché hanno fatto notare alla giornalista che la leader di Fratelli d'Italia non ha mai detto quelle frasi. Giorgia Meloni ha anche annunciato che ricorrerà alle vie legali, non prima di aver sottolineatola bassezza raggiunta dalla sinistra nell'utilizzare le vicende personali di terze persone per attacchi politici.

"Il tatto della stampa italiana che racconta dei guai di mio padre, ma omette nei suoi titoli roboanti un elemento fondamentale. Tutti sanno che mio padre andò via quando avevo poco più di un anno. Tutti sanno che ho scelto di non vederlo più all'età di undici anni. Tutti sanno che non ho mai più avuto contatti con lui fino alla sua morte", ha scritto Giorgia Meloni in un post social. La leader ha poi aggiunto: "Ma poco importa, se i 'buonisti' possono passare come un rullo compressore sulla vita del 'mostro'. Evidentemente tra le tante cose che non valgono per me c'è anche il detto 'le colpe dei padri non ricadano sui figli'". Quindi, la stoccata alla Jebreal: "Signora Jebreal, spero che potrà spiegare al giudice quando e dove avrei fatto la dichiarazione che lei mi attribuisce".

Concetto ribadito e riaffermato anche da Daniela Santanché che, riferendosi alla frase attribuita da Rula Jebreal alla Meloni, afferma: "In attesa che la giustizia faccia il suo corso, spero che l'ordine dei giornalisti prenda immediati provvedimenti". A strigliare la giornalista è intervenuto anche Carlo Calenda: "Rula questa è una bassezza. Non si fa politica così e tanto meno giornalismo. Quello che ha fatto il padre della Meloni nulla c'entra con lei. Cancella questo tweet che, tra l'altro, ha l'unico effetto di portare ancora più gente a sostenere FdI".

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