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Lo sport insorge per il post dei dem che usa gli azzurri: rimosso il video

Critiche del Coni e degli atleti, il Pd fa marcia indietro sul "meme" per il No

Lo sport insorge per il post dei dem che usa gli azzurri: rimosso il video
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Il Pd chiede pietà per l'affaire curling. Dopo aver provato a strumentalizzare la disciplina olimpica in chiave referendaria, il Nazareno si sveglia all'alba. L'input parte dalla segreteria di Elly Schlein: rimuovere il post. Del resto i due atleti protagonisti del video, Stefania Costantini e Amos Mosaner, si sono dissociati. Il loro impegno è nello sport, ripetono. Non certo nell'opposizione al governo di Giorgia Meloni o nel sostegno alla causa del "No". Il centrodestra, scandalizzato per il tentativo di piegare la maglia azzurra alla battaglia di parte, difende gli olimpionici, bronzo a Milano-Cortina, e la loro estraneità alla "creatività" dem. Non sono neppure le otto del mattino e sull'account ufficiale del Pd appare un lungo post al sapore di scuse. Dicono sia stato "linguaggio comunicativo" a mezzo "meme". Quello che "funziona grazie alla sua semplicità" e all'inserimento nel "contesto ironico". Sarà ma intanto il video incriminato scompare. E il ministro della Giustizia Carlo Nordio non può che notare: "Non ho capito se fosse una fake news, diciamo che la stessa rimozione è una ammissione di scorrettezza che è stata fatta, altrimenti non sarebbe stato rimosso, un po' come quello che ha fatto il segretario dell'Anm quando ci ha assimilati ai poliziotti di Minneapolis, dopo 10 minuti ha rimosso". Carolina Varchi, deputata di Fdi, sceglie il sarcasmo: "Il Pd, che ha perso pudore e buon senso, scivola come le pietre di granito del curling". L'assist fornito dal Nazareno è ghiotto. La pagina di Atreju, che è la kermesse ufficiale di Fdi, risponde con la consueta goliardia. "La propaganda del Pd vuole farti scivolare, non cascarsi. Il 22 e il 23 marzo vota sì". La foto del post ritrae un colpo vincente nel curling. L'atleta ritratta con la maglietta dell'Italia, prima del lancio e subito dopo il colpo, è la presidente del Consiglio. Ma la questione non è solo politica.

È il mondo dello sport a ribellarsi alla genialata comunicativa del Pd. Mosaner chiede (e come premesso ottiene) la rimozione delle immagini. "Non ho autorizzato l'associazione", annota. La Federghiaccio non è da meno: "Riteniamo inopportuno e non condivisibile l'utilizzo di immagini dei nostri atleti per finalità di carattere politico", afferma il presidente Andrea Gios. Il presidente del Coni Luciano Bonfiglio è intervenuto subito, nella serata di due giorni fa: "Sono sbalordito dal fatto che vengano utilizzate immagini dei nostri atleti durante le competizioni dei Giochi Olimpici per promuovere una scelta politica". Il Pd, che spesso stenta un po' quando c'è da festeggiare i successi sportivi dell'Italia, fa una figuraccia sulla disciplina del momento. Il più duro è Attilio Fontana, presidente della Regione Lombardia: "Non c'è da ridere su queste cose. Siamo entrati in un periodo di barbarie intellettuali tremende". Il clima che i sostenitori organizzati del "No" stanno alimentando non è granché.

Tra liste di proscrizione, considerazioni choc come quella sugli "imputati" del procuratore Nicola Gratteri e strumentalizzazioni dei successi azzurri, "barbarie" appare il termine giusto. Le Olimpiadi sono ancora lunghe. I dem potrebbero riservare altre "sorprese".

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