Standing ovation per la Bernini, ma volano insulti. Casellati infuriata con i 5 Stelle

La capogruppo azzura ai 5 Stelle: "Cosa direbbe Grillo a quei ministri sfiduciati imbullonati alle poltrone?" Cori e offese in aula da parte dei pentastellati. Ronzulli durissima: "Colpa esclusivamente di Conte e del Movimento 5 Stelle"

Standing ovation per la Bernini, ma volano insulti. Casellati infuriata con i 5 Stelle

Tensioni in aula durante la seduta per la fiducia sul decreto aiuti, come previsto. Tra i tanti interventi è quello della senatrice e capogruppo di Forza Italia in Senato, Anna Maria Bernini a scaldare l’assemblea. Standing ovation infatti per l’azzurra che, in nemmeno dieci minuti, ha messo nero su bianco le incoerenze e le bugie di un Movimento 5 Stelle che ormai va avanti per inerzia senza sapere la direzione da dover prendere.

“Stavo cercando di la parola giusta per descrivere questi due giorni di non lucida follia che hanno un nome e cognome: Movimento 5 Stelle”, ha esordito la senatrice, sottolineando la presa di giro dei pentastellati non solo nei confronti dei colleghi ma soprattutto del Paese.

“Non possiamo rimanere appesi alle riflessioni notturne di Giuseppe Conte – prosegue –. Non ce lo possiamo permettere. Ci sarebbe, a parte i travagli e i capricci del Movimento 5 Stelle anche un Paese in crisi, una guerra, un’emergenza economica, una sanitaria e una alimentare che chiedono di essere risolte” prosegue l’azzurra, ricevendo gli applausi dei colleghi di fronte ai pentastellati che, però, non gradiscono tali affermazioni.

Un intervento tagliente e ironico quella della Bernini, che continua senza sosta, ricordando anche la storica frase di Nanni Moretti e riferendola a quei parlamentari in bilico tra l’entrata e l’uscita di Palazzo Madama: “Ci si nota di più se stiamo dentro e stiamo zitti o se stiamo fuori e facciamo rumore?”.

Iniziano così i cori dei pentastellati che cercano di fermarla nel suo intervento, senza risultati però: “Cosa direbbe il Movimento 5 Stelle di una volta, che arringò l’Italia con un gigantesco Vaff…? Cosa direbbe Beppe Grillo di quei ministri che, dopo essere formalmente sfiduciati dal loro movimento politico rimangono comodamente seduti imbullonati alla poltrona? Direbbe: Dimettetevi e fatevi accompagnare a casa con un ultimo passaggio dalle vostre auto blu pagate con i soldi dei contribuenti”.

Caos incontenibile in aula dopo le dichiarazioni dell’azzurra che, nonostante gli insulti che i 5 Stelle le riservano continua e termina, ancora una volta, con ironia e furbizia: “Vedete che, se vogliamo, anche noi sappiamo essere populisti e demagoghi? Basta dire cose becere, fare promesse che non si possono mantenere e dare soluzioni semplici a problemi difficili”.

Ed è con queste frasi che la situazione peggiora, trasformando l’aula in uno stadio a causa delle urla dei parlamentari del Movimento che bloccano l’intervento della Bernini, impedendole di parlare, tanto che Casellati è costretta a intervenire.

“Avrete il tempo di dire poi il vostro pensiero, fate liberamente esprimere il pensiero agli altri”, afferma la presidente del Senato visibilmente infuriata, per poi continuare nella richiesta di “far continuare l’intervento”, fino a quando – in una situazione esilarante se non stessimo parlando delle sorti del nostro paese – è costretta a fare la voce grossa nonostante non perda mai il suo aplomb.

“Qui ognuno può esprimere quello che crede, se fate così legittimate gli altri a fare altrettanto. Poi non dovete lamentarvi”, gelando così i 5 Stelle e mettendo fine al teatrino.

"Se questa crisi sarà portata fino alle estreme conseguenze - aggiunge, durissima, la senatrice di Forza Italia Licia Ronzulli - la colpa sarà esclusivamente di Giuseppe Conte e del Movimento 5 Stelle, dovranno assumersene la responsabilità davanti all’intero Paese. Forza Italia non ha paura di andare al voto, sappiamo bene che il centrodestra è maggioranza nel paese. Il punto è che provocare una crisi adesso è assolutamente irresponsabile".

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