Stiva mortale: in 51 soffocati da caldo e scarichi

Trovati dai marinai della nave svedese Poseidon, al largo della Libia. La «carretta del mare» condotta in Sicilia

In mare si continua a morire. Ma ad oggi nessuno ferma le stragi di immigrati. E se ne aggiunge un'altra. La tomba per 51 di loro, così come era accaduto a Ferragosto per 49 migranti, è stata ancora una volta la stiva di un peschereccio. Sono terrificanti le ultime ore di vita degli immigrati chiusi a morte nella stiva. Al caldo. Mentre le esalazioni del motore saturavano l'aria già pregna di sudore, fiati e piscio. Li hanno trovati i marinai della svedese «Poseidon», in forza a Frontex, che hanno tratto in salvo i 439 migranti sopravvissuti all'ecatombe.

Hanno rischiato di fare la stessa fine 200 immigrati chiusi nella stiva di un peschereccio soccorso dalla «U. Diciotti» CP 941 che in due operazioni ha tratto in salvo 114 migranti su un gommone e 352 a bordo di un barcone. «Ci tenevano chiusi – raccontano -. Non si respirava. Resici conto che rischiavamo di morire, abbiamo sfondato la botola». I due timonieri del peschereccio, un tunisino e un marocchino, sono stati arrestati dalla polizia giudiziaria di Ragusa.

Ha rischiato di morire anche un migrante intossicato da monossido di carbonio, soccorso ieri al largo delle coste libiche dalla Grecale della Marina militare, mentre non c'è stato nulla da fare per un immigrato colto da arresto cardiaco, per cui sono giunte in soccorso la Fiorillo della Guardia costiera e la Aviere della Marina. Tre donne, di cui una gravida, giacevano senza vita su un gommone con 120 migranti soccorso da due motovedette della Guardia costiera di Lampedusa. È all'obitorio dell'ospedale di Noto la salma del 14enne somalo deceduto forse a causa delle percosse subite prima della partenza. Gli è stato riscontrato un edema polmonare acuto da scompenso cardiaco. Oggi sarà affidato l'incarico per l'autopsia. I 300 passeggeri che erano sulla sua stessa nave, la Dignity one, sono stati fatti finalmente scendere ad Augusta dopo uno stop dell'autorità sanitaria marittima Usmaf dal momento che dalla nave era stato sbarcato a Malta un altro somalo con febbre alta tipo malarica con sintomi simili a quelli del ragazzo morto. Sono in corso gli accertamenti per sapere di cosa sia affetto il paziente.

E crescono le preoccupazioni dei cittadini sul fronte sanitario, malgrado i controlli che vengono effettuati. Mini flotte continuano a prendere la via del mare. La marea umana fluisce incessante verso l'Italia che si ostina a volerla contenere. Ma lo Stivale sta traboccando e, di questo passo, rischia di essere sommerso. Dai Cpsa si susseguono i trasferimenti di migranti per fare posto ai nuovi arrivati. Solo nella giornata di martedì ne sono partiti 600 da Pozzallo.

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