Stop ai mercatini e ai concerti di Capodanno. Veneto, interventi sospesi. Lombardia in bianco

Ordinanze dei sindaci in tutta Italia per frenare i contagi. Zaia: ferme le chirurgie che richiedono le rianimazioni. Fontana: fino a Natale niente cambio di zona

Stop ai mercatini e ai concerti di Capodanno. Veneto, interventi sospesi. Lombardia in bianco

Proprio adesso che mancava così poco a Natale. E invece. Salgono i contagi e soprattutto salgono gli ingressi in ospedale. Sono 20.677 i nuovi casi di coronavirus in Italia (il giorno prima sono stati 12.712). Il numero di vittime è il più alto della quarta ondata, a tre cifre per la terza volta questo mese: 120 (martedì sono stati 98). Il tasso di positività scende al 2,7% con 776.563 tamponi, ossia il record assoluto di test, mentre i positivi risultano essere in tutto 297.394. E così inevitabilmente si corre ai ripari. I sindaci in molte città hanno già vietato mercatini di Natale e concerti di Capodanno e fuochi d'artificio come a Padova, Venezia e a Treviso. In Campania vietate feste in piazza a Capodanno. Restrizioni in arrivo anche a Napoli. Il Veneto è il più colpito al momento, tanto che è costretto a sospendere, là dove necessario, tutte le attività chirurgiche che prevedono un successivo ricovero in terapia intensiva. Lo ha reso noto Luciano Flor, direttore generale della Sanità della Regione Veneto. Con questa iniziativa che riguarda tutti gli ospedali della regione, sono interrotte tutte le attività giornaliere e settimanali di intervento medico. «Il Natale in Veneto sarà in giallo e Capodanno molto probabilmente anche, ha spiegato il presidente Luca Zaia. E poi se si continua a crescere ci avvicineremo all'arancione ma a oggi non ci sono prospettive negli algoritmi di zona rossa». «Siamo in una fase nella quale abbiamo più ingressi che uscite dagli ospedali, è la fase acuta e non abbiamo sentore che si possa andare in controtendenza». Zaia ha quindi sottolineato che «se si continua a crescere ci avvicineremo all'arancione e cominceremo a parlare di chiusure dei confini comunali, accesso vietato a chi non ha super Green pass, e se poi si passerà al rosso si chiude».

Altra storia invece in Lombardia che per il momento riesce a passare indenne; aumentano i casi anche qui, ma per il momento non si corre così in fretta. «La regione vivrà un bianco Natale», annuncia il presidente Attilio Fontana: «Nonostante i numeri stiano crescendo in maniera fortunatamente non esponenziale i dati confermano il non superamento delle soglie di allerta dei posti letto occupati in area medica e nelle terapie intensive. Questi dati saranno valutati venerdì dalla cabina di monitoraggio dal Ministero e Istituto superiore di sanità che, quindi, confermeranno la zona bianca». I ricoveri Covid nei reparti ospedalieri in area medica sono 1.135 e i pazienti in terapia intensiva sono 143 e sta rallentando la crescita dei nuovi ricoveri. Al momento per nessuno dei due parametri si supera comunque la soglia fissata dall'Iss per il passaggio in zona gialla: 15% dei pazienti a bassa intensità e 10% in rianimazione. La Regione ha per altro appena aperto nuovi posti letto (circa 1.300) per i malati Covid. Nel frattempo sono almeno quattro i contagiati dalla nuova variante Omicron individuati in Lombardia. I primi due non sono rientrati recentemente dal Sudafrica, segno della diffusione della variante sul territorio lombardo. La Liguria si prepara ad un giallo Natale dopo aver superato la soglia di rischio in area medica, dovuta all'alto numero di ricoveri di pazienti covid positivi. A partire da Genova, in molti comuni è già scattato - su decisione dei sindaci - l'obbligo di utilizzo di mascherina all'aperto, nelle vie dello shopping, super affollate in questo periodo dell'anno. Zona gialla anche per la Calabria. Le restrizioni, conseguenza dei dati relativi alla pandemia da Covid che ha portato la regione a sforare i parametri di sicurezza, sono scattate martedì, ma alcune misure, fra cui l'obbligo di indossare la mascherina anche all'aperto, erano state già introdotte dal governo regionale. Pesano soprattutto la carenza di posti di terapia intensiva e un sistema sanitario in difficoltà.

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