"Stop al Codice Appalti", "No, semplifichiamo": è scontro Lega-Pd

Il ministro Orlando risponde al tweet di Salvini pubblicato dopo l'intervista del sindaco Nardella: "Il Pd non chiede di cancellare il Codice degli Appalti. Non è riducendo la concorrenza e esponendosi al rischio di infiltrazioni che si fa ripartire il Paese"

"Stop al Codice Appalti", "No, semplifichiamo": è scontro Lega-Pd

Continuano a farsi sentire gli attriti fra i partiti che compongono la maggioranza del governo guidato dall'ex presidente della Bce Mario Draghi: ancora una volta pare essere scontro fra Lega e Pd, che stanno discutendo sul problema del Codice degli Appalti.

A dare inzio alla questione un'intervista concessa al Corriere della Sera dal sindaco di Firenze Dario Nardella, il quale ha lanciato un vero e proprio appello al Partito democratico, chiedendo un cambio di rotta proprio in merito agli appalti. "Voglio lanciare un grido d'allarme: con queste norme noi le opere non le faremo", ha infatti dichiarato il primo cittadino dem. "Per realizzare un'opera da 25 milioni con il codice degli appalti in Italia occorrono dieci anni. Quindi, semplicemente, propongo una moratoria: si applichino solo le leggi europee".

Le dichiarazioni di Nardella, evidentemente in disaccordo con quanto sostenuto dal proprio partito d'appartenenza, hanno ricevuto invece l'immediata approvazione del leader del Carroccio Matteo Salvini, che questa mattina ha commentato sul proprio account Twitter: "Anche il Pd (col sindaco di Firenze) chiede di cancellare il Codice degli Appalti per aprire i cantieri. Bene, avanti col Modello Genova". La posizione del segretario della Lega sul tema in questione è sempre stata molto chiara: il Codice degli Appalti rallenta lo sviluppo del Paese.

Non si è fatta però attendere la decisa risposta di Andrea Orlando, neo-ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e vicesegretario del Pd. Intervenuto sulla questione, ha subito voluto mettere in chiaro la pozione del proprio partito, rispondendo al tweet di Salvini. "Vorrei dire, evitando ogni polemica al senatore Salvini, che il Pd non chiede di cancellare il Codice degli Appalti, cosa peraltro impossibile essendo in larga parte il recepimento di direttive europee", ha affermato, come riportato da AdnKronos."Il Pd, come ha fatto in questi mesi, lavora per semplificare le procedure, per ridurre il numero delle stazioni appaltanti, per superare la burocrazia difensiva".

Il Partito democratico, ha tuttavia spiegato il vicesegretario, è contrario alla logica del massimo ribasso e del subappalto indiscriminato, mentre appoggia "procedure di selezione delle imprese contraenti efficienti e rapide, ma di massima garanzia e trasparenza, a tutela di una effettiva libera concorrenza".

"Non è sacrificando i diritti dei lavoratori, riducendo la concorrenza e esponendosi al rischio di infiltrazioni", ha puntualizzato Orlando, rispondendo così direttamente al tweet di Salvini,"che si fa ripartire il Paese".

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