Ora ce l'hanno tutti con Bruno Vespa. Dicono che è fazioso. Dicono che in Rai non devi essere fazioso. (Chissà se hanno mai visto una trasmissione di Ranucci!)
E perché è fazioso, Vespa? Perché ha avuto uno scontro con un deputato del Pd che si chiama Beppe Provenzano e dicono che sia il responsabile degli esteri del Nazareno. Questo Provenzano, ospite di Porta a Porta, continuava a interrompere il capogruppo al Senato di Fratelli d'Italia Lucio Malan. E allora Vespa è intervenuto per invitarlo a non ostacolare il dibattito. E gli ha chiesto, scherzosamente, se volesse prendere il suo posto e fare lui il moderatore. Provenzano, con un sorrisetto un po' insolente, ha ribattuto: "No, per carità, piuttosto penso che sarebbe giusto che lei si sedesse in quelle sedie lì", e mentre lo diceva indicava le sedie sulle quali stavano i rappresentanti della destra.
Vespa è un tipo che essendo entrato in Rai non per raccomandazione ma per concorso, ed essendo da una sessantina d'anni il più serio, esperto e autorevole giornalista del servizio pubblico, ed avendo una indiscussa e altissima credibilità, tutto sopporta meno che si metta in discussione la sua professionalità. E perciò ha apostrofato il giovane Provenzano, alzando la voce e intimandogli il silenzio. Potete dargli torto? Cosa doveva fare il decano dei giornalisti italiani: prendersi l'insulto di un deputato senza reagire? Beh, allora non lo conoscete. Vespa è una persona educata e sobria, anche equanime, ma non è un coniglio. Se lo attacchi e lo accusi in modo infondato devi sapere che ti risponderà, e che non sarà tenero. Già.
Pensate solo a questo: Bruno Vespa il 16 marzo del 1978 fu il cronista che per ore raccontò agli italiani il sequestro Moro. Aveva 35 anni ed era già il principe dei giornalisti televisivi. Quel giorno i signori Provenzano non avevano ancora deciso di fare un figlio. La decisione la presero quattro anni più tardi. Lo chiamarono Beppe.