Una Bibbia, qualche sigaretta e un prete per confessare o confessarsi? La notizia del giorno in Procura a Modena è la richiesta di Salim El Koudri, l'egiziano laureato in Economia aziendale che sabato scorso con la sua Citroen C3 grigia diventata il suo microcosmo ha investito e ferito otto persone. "Ha chiesto, tra le altre cose, di avere una Bibbia e di poter parlare con un prete", dice al Tg3 Emilia-Romagna Fausto Giannelli, difensore dell'uomo nato a Bergamo e cittadino italiano a 14 anni, dal 27 settembre 2009.
Da "sono confuso, non rispondo" a una pretesa così insolita il passo è breve. In attesa dell'udienza di convalida - fissata per stamattina alle 9:30 nel carcere di Modena - il legale del 31enne arrestato predica stupore e meraviglia: "Il mio assistito, ancora frastornato, non sa spiegare perché è uscito, cosa volesse fare e perché ha preso il coltello da cucina", sottolinea ancora il legale a SkyTg24, "è uscito perché si sentiva quel giorno sarebbe morto". Così non è andata, una donna tedesca di 69 anni ci ha rimesso le gambe, almeno quattro persone sono ancora in prognosi riservata.
La richiesta della perizia psichiatrica è scontata come la strategia difensiva: "El Koudri è uscito da casa e ha girato a vuoto. A un certo momento - mi ha detto - ho guidato più forte che potevo". Non ricorda l'incidente, "è ovvio che è un investimento volontario, ma racconta l'episodio in una nebbia mentale", ma questo non basta ad allontanare le ombre sul suo potenziale radicalismo islamico. "Ha bisogno di parlare con qualcuno, non pratica più l'Islam, non frequenta la moschea ma la richiesta mi ha stupito", sottolinea ancora Giannelli, presidente dei Giuristi democratici e grande esperto di diritti umani, famoso per aver vinto una causa contro l'Eredità per una risposta (a suo dire giusta, per Flavio Insinna no) su "Tel Aviv capitale d'Israele".
La magistratura modenese che lo indaga per strage e lesioni aggravate cerca di capirci qualcosa in più. "Non ci sono elementi che possono far ricondurre i fatti di sangue ad una matrice terroristica", fa sapere la Dda di Bologna, in continuo contatto con la Procura e con la Digos. Il modus operandi, la macchina a folle velocità sui passanti, è tipico di attentati di lupi solitari Isis contro ebrei e cristiani. Lui viene descritto come un solitario, sempre a urlare al telefono ma dalle perquisizioni e dalle prime analisi del cellulare "non emergerebbero i profili classico del terrorista", sottolinea il ministro Matteo Piantedosi. Davanti alla pm Monica Bombana e al procuratore Luca Masini ci sono i documenti e altre tracce digitali. Come ha ricostruito ieri Fausto Biloslavo sul Giornale El Koudri aveva denunciato l'ateneo dove si era laureato e dove lavorava: "Non sono cristiano e per questo non mi fate lavorare", era stato il suo delirio al mancato rinnovo di un contratto all'Università di Modena e Reggio Emilia. Sarebbero quattro le email all'attenzione degli inquirenti, mandate in poco più di un'ora il 27 aprile 2021, tra le 19.28 e le 20.38. "Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere capito e qua a Modena e non in culo al mondo dove ti rimangono in tasca 500 euro al mese se ti va bene", la prima. "Sono solo e vivo coi genitori a 27 anni. Fatemi lavorare", la seconda. "Bastardi cristiani di merda voi e il vostro Gesù Cristo in croce lo brucio", poi la quarta di scuse, "Mi dispiace per la maleducazione". "Ma sono di cinque anni fa, servirà una perizia", dice il legale.
Al netto di una situazione di disagio psichiatrico che i servizi sociali non hanno colto in tempo - l'uomo è stato in cura dal 2022 al 2024 in un Centro di salute mentale in provincia di Modena e ha smesso di
assumere i farmaci prescritti "perché si sentiva meglio" - il fatto che non abbia inneggiato ad Allah dopo l'attentato sembrerebbe escludere la matrice jihadista. Anche se non sarebbe il primo "folle" che imita un'attentato.