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Gli studenti spiazzano i genitori: 8 su 10 approvano il dl Sicurezza

L'84 per cento degli intervistati (su un campione di 1000) dice sì alla stretta su coltelli e baby gang

Gli studenti spiazzano i genitori: 8 su 10 approvano il dl Sicurezza
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La narrazione tipica dei giovanissimi della generazione Z è quella dei ribelli senza regole, figlia anche delle piazze che, pressoché ogni settimana, riempiono le cronache. Eppure non è così e i nuovi dati che emergono da un instant poll realizzato da "Skuola.net" dimostrano che quella è solamente una minoranza rumorosa, che si mette in mostra, che scalpita e che forse è perfino sovra rappresentata.

Infatti, l'84% degli studenti intervistati, su un campione di mille, si è detto d'accordo con la stretta introdotta con il decreto sicurezza.

Una maggioranza schiacciante, senza soluzione d'appello, che riscrive completamente la percezione della generazione degli studenti, che segna un profondo solco con quella dei genitori, per lo più esponenti della generazione X che in tanti casi sono rimasti fermi al G8 di Genova: laddove vedono un sopruso i figli vedono una tutela.

Un cortocircuito generazionale che spiazza i ribelli anni Ottanta e Novanta a fronte di un pragmatismo per lo più inaspettato. Ma in realtà non è così strano che i ragazzi oggi accolgano con soddisfazione una stretta sulla sicurezza se si ragiona sul contesto in cui sono obbligati a vivere. Quale giovane di buon senso sarebbe contrario a una maggiore attenzione sul porto dei coltelli, sapendo di rischiare quotidianamente di essere colpito da un fendente quando va a scuola o quando esce la sera? E quale studente non si sentirebbe più tutelato sapendo che a un soggetto pericoloso è vietato frequentare certe zone in conseguenza della ricezione di un daspo?

Gli studenti devono fare i conti tutti i giorni con le stazioni che diventano zone franche e con una microcriminalità sempre più spavalda contro la quale l'unico strumento che hanno per difendersi è la legge, pertanto accolgono con soddisfazione l'inasprimento delle pene e non vedono alcuna svolta autoritaria. Gli adulti che contestano il decreto in nome di una libertà scambiano il diritto di manifestare con il diritto di bloccare binari, devastare le città o imbrattare facciate, i giovani, come dimostra il sondaggio, hanno capito che senza ordine non esiste alcuna vera libertà, ma solo il sopravvento del più prepotente perché lo vivono sulla propria pelle.

Basta leggere le cronache quotidiane per trovare resoconti di rapine, violenza, bullismo, spesso portati avanti perfino con l'utilizzo spregiudicato dei coltelli, presenti pure

nelle scuole: davanti a simili storture sarebbe anormale se i giovani non si dicessero d'accordo con un pacchetto di norme teso anche e soprattutto alla loro sicurezza. "Era ora", è il commento più diffuso su "Skuola.net".

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