I seguaci dello stato Islamico si stanno moltiplicando in Italia e l'ultimo caso inquietante riguarda l'arresto da parte della polizia di Reggio Emilia e Bologna di Jaber Naggay un 22enne italiano, con origini marocchine. Il giovanissimo è accusato di arruolamento con finalità di terrorismo anche internazionale.
Un ragazzo che il 21 maggio aveva deciso di recarsi nel centro della città munito di coltello con l'intento di ferire altre persone. L'azione delle forze dell'ordine è stata immediata anche perché la sera in cui l'attentatore aveva deciso di agire era prevista un'importante partita di basket con migliaia di spettatori e un evento musicale in piazza San Prospero, con il centro cittadino affollatissimo. Insomma, il luogo perfetto per agire, come da intenzione, per conto dell'Isis. Ma non era sconosciuto alle nostre autorità: era vigilato già dal 2024, quando era stato arrestato in Germania, dove viveva con tutta la famiglia, per alcuni reati commessi lì e per aver più volte manifestato la volontà di agire per conto dei terroristi: "Che Allah mi ricompensi per questo e mi conservi un posto in paradiso. In nome di Allah il Misericordioso. Con questa lettera voglio solo mettervi in guardia poiché così è scritto nel Corano. Che mettiate in guardia o no i miscredenti, essi non crederanno comunque a nulla", scriveva a un giudice del Tribunale tedesco.
Il 26 dicembre 2023, parlando con un operatore della struttura in cui era detenuto, aveva auspicato la morte per le persone omosessuali ribadendo che presto il territorio tedesco sarebbe stato occupato dallo "Stato Islamico". A tutte le donne sarebbe stato imposto il velo e non avrebbero più avuto un'opinione propria. Ha sostenuto poi che, se gli venisse dato l'ordine di uccidere delle persone, non esisterebbe ad eseguirlo e che era pronto a morire come martire.
E fin dal 2019, quando aveva solo 15 anni mostrava video di decapitazioni ai compagni di scuola. Sono solo alcuni degli elementi di un inquietante radicalismo, avvenuto quando era ancora minorenne. A gennaio 2026 Naggay era rientrato in Italia dopo un provvedimento di espulsione emesso dalle autorità tedesche che lo consideravano socialmente pericoloso. Non appena tornato la Questura di Reggio Emilia e il Centro di Salute Mentale avevano inserito il ragazzo in un circuito di assistenza, ma il percorso era stato interrotto dopo che gli inquirenti avevano intercettato il numero del 22enne in alcune chat in cui sarebbe stato programmato il compimento di attentati: si dichiarava una sostenitore dello Stato Islamico e chiedeva al suo interlocutore (un esponente dell'Isis o un soggetto in grado di agire per conto dell'organizzazione): "Dovrei farla in Italia l'operazione (termine che in gergo jihadista fa riferimento agli attentati terroristici ndr)? Registrerò un video in cui confesserò di essere un sostenitore dell'Isis". Poi dice: "Ho bisogno di soldi" e la persona con cui parla lo definisce "lupo solitario", rendendosi disponibile a fornirgli dei file su produzione di tossine, manifattura e poi farlo entrare in gruppi specializzati. Il Gip di Reggio Emilia ha accolto le richieste del Procuratore e disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere, anche perché il ragazzo ha entusiasticamente sostenuto di voler offrire il suo contributo allo Stato Islamico fino al "martirio". E ha ammesso, poche ore prima di provare a compiere l'attentato, le sue intenzioni: "Ciao mamma mi serve il tuo aiuto sto veramente male, chiama la polizia vado a fare una cosa in centro con un coltello vado a picchiare le persone", le ha scritto. E lei ha prontamente allertato le forze dell'ordine. Un'operazione plaudita da tutto il centrodestra: "Notizie inquietanti", scrive la Lega, il capogruppo di FdI Galeazzo Bignami ringrazia gli agenti e per Forza Italia è intervenuto il parlamentare Davide Bergamini sottolineando l'"integrazione fallita". Al centro della scena c'è ancora una volta, però, l'Emilia-Romagna, la regione che detiene il primato nella speciale classifica sui cittadini stranieri residenti, che corrispondono al 12.9% della popolazione, pari a 579mila persone. E, infatti, è la medesima zona in cui si è verificato il caso del marocchino Salim El Koudri, che ha deciso di lanciarsi con la sua Citroen C3 sulla folla in un tranquillo sabato pomeriggio.
Il 31enne, accusato di strage con l'aggravante delle lesioni gravissime, ha agito in virtù di cosa? Secondo la tesi della difesa solo in virtù del suo disagio mentale, ma risultano quantomeno sospette le ricerche effettuati su attentati avvenuti all'estero: aveva cercato "Isis Norvegia". Ma le indagini sono ancora nelle fasi preliminari, perché al momento solo uno dei 10 dispositivi sequestrati è stato analizzato.