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Un sub maldiviano morto per cercare i quattro corpi. Esperti italiani in arrivo

La nuova tragedia durante le operazioni di recupero, che non si fermano. Servono tecnici specializzati

Un sub maldiviano morto per cercare i quattro corpi. Esperti italiani in arrivo
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Perduti nella grotta maledetta. E nel tentativo disperato di trovare l'uscita, avrebbero terminato l'aria nelle bombole. È l'ipotesi più concreta per spiegare cos'è accaduto a 50 metri di profondità nell'atollo di Vaavu ai cinque italiani morti giovedì. Ieri una seconda tragedia con il decesso di uno dei soccorritori, il sergente maggiore della Mdd Mohamed Mahadi.

Ancora dispersi la docente Monica Montefalcone, 51 anni, la figlia Giorgia Sommacal, 22 anni, la ricercatrice Muriel Oddenino e Federico Gualtieri, 31 anni. Solo il corpo dell'istruttore Gianluca Benedetti è stato recuperato. Sale dunque a sei il numero delle vittime. A morire per embolia durante le ricerche dei quattro dispersi, un sub delle forze armate maldiviane. Mahadi, esperto sommozzatore, avrebbe accusato un malore durante l'esplorazione dei cunicoli alla ricerca dei corpi. Risalito troppo in fretta in superficie, accelerando così la fase di decompressione, sarebbe andato in coma. Inutili i soccorsi da parte dei colleghi. Trasportato in ospedale in condizioni critiche, è spirato poco dopo.

"La scomparsa di un sommozzatore della Maldives National Defence Force - scrive in un post il Presidente delle Maldive - impegnato nella ricerca dei sub dispersi, rappresenta per me e per tutto il popolo un dolore profondo. È una notizia triste e sconvolgente. Per lui chiedo la dignità di martire e prego affinché alla famiglia del defunto venga concessa forza e pazienza, esprimo a lei e alla Mndf le mie condoglianze".

La causa del decesso, secondo il referto medico, è l'Mdd, ovvero la malattia da decompressione provocata dalla formazione di bolle di azoto nel sangue e nei tessuti. Succede ai sub quando non si compensa adeguatamente la diminuzione di pressione in risalita, stazionando a step di decine di metri per alcuni minuti permettendo al corpo di stabilizzare i parametri vitali. Nonostante il drammatico incidente si continua a cercare nelle grotte sommerse. Si attende l'arrivo di due professionisti italiani, un esperto di soccorso in acque profonde e un esperto di immersioni in grotta. Otto sommozzatori maldiviani, intanto, si alternano nelle operazioni di recupero dei corpi nei cunicoli della caverna. "Operazioni ad alto rischio - sottolinea l'Mndf - che vede impegnati sommozzatori specializzati, imbarcazioni e supporto aereo. A complicare il quadro pesano le avverse condizioni meteorologiche nella zona, tra cui forti venti e un'allerta gialla".

La stessa diramata giovedì mattina, ignorata dai 25 passeggeri, oltre all'equipaggio, dello yacht da crociera Duke of York. Fra questi i cinque italiani morti. Eppure i testimoni mettono a verbale il contrario esatto. Ovvero che splendeva il sole (tanto da usare creme protettive), vento debole, mare piatto. Fra questi il professor Stefano Vanin, docente associato di Zoologia nella stessa Università della Montefalcone che sottolinea le condizioni meteo tutt'altro che sfavorevoli. Vanin, sottolinea l'Ateneo genovese, "È un entomologo forense attualmente coinvolto nel campionamento di ditteri e altri insetti di interesse forense, sanitario e veterinario, attività autorizzata dalle autorità locali".

Rimasti al largo per oltre 48 ore, i passeggeri del "Duca" ieri sono rientrati in porto, a Malè, come da programma. All'imbarcazione, sotto sequestro, è stata ritirata la licenza di navigazione fino alla chiusura delle indagini.

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