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È subito show: Avs e sinistra pronte a dichiarare guerra ai tedeschi

Landini: "Vicenda inquietante". Bignami sarcastico: "Povera rivoluzionaria con l'immunità in tasca"

È subito show: Avs e sinistra pronte a dichiarare guerra ai tedeschi
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La procedura di identificazione effettuata nella stanza d'albergo di Ilaria Salis a Roma accende lo scontro politico. Se da una parte il centrodestra difende l'operato delle forze dell'ordine ridimensionando le accuse sollevate dalle opposizioni, il centrosinistra solleva interrogativi ed evoca la violazione delle garanzie costituzionali dell'europarlamentare.

"Ilaria Salis piagnucola perché l'hanno sottoposta a un controllo preventivo di polizia. Povera stella... la rivoluzionaria con l'immunità in tasca. Però può consolarsi, perché per tanti italiani il posto giusto in cui dovrebbe stare è un altro. Ma consideriamo anche che a votare per la sinistra gente così rischiamo di trovarcela al governo", polemizza il capogruppo di FdI alla Camera, Galeazzo Bignami. La deputata di Fratelli d'Italia Cristina Almici parla apertamente di "spettacolo politico", accusando Salis di trasformare un normale controllo in un caso mediatico, tra vittimismo e attacchi alle istituzioni. Più prudente ma comunque fermo il ministro della Difesa Guido Crosetto, che invita tutti ad attendere chiarimenti ufficiali prima di alimentare polemiche, parlando di "polverone di falsità" e sottolineando la necessità di conoscere i fatti, basarsi su ricostruzioni verificate ed evitare letture politiche affrettate.

Di segno opposto le reazioni delle opposizioni. Dal Pd ad Avs si moltiplicano le richieste di chiarimenti al ministro dell'Interno Piantedosi. Filippo Sensi, pur dichiarando distanza politica da Salis, esprime solidarietà definendo l'episodio "molto grave".

Ancora più dura AVS, con Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni che pur avendo incontrato il questore e aver ricevuto spiegazioni, giudicano quanto accaduto "di una gravità inaudita" e parlano di una violazione delle garanzie costituzionali dell'eurodeputata italiana. Chiediamo al ministro Piantedosi e al governo la ragione per cui non è intervenuto e quali iniziative intenda intraprendere presso il governo tedesco a tutela delle garanzie costituzionali di Ilaria Salis".

Nel dibattito interviene anche il segretario della Cgil Maurizio Landini, che definisce la vicenda "inquietante" e chiede piena trasparenza, mentre Roberto Salis, padre dell'eurodeputata, attacca frontalmente il governo parlando di "repressione dell'opposizione".

L'ex ministro della Giustizia ed esponente Pd Andrea Orlando prima evoca il regime, poi adombra l'ipotesi di una richiesta di intervento dell'Ungheria. Infine una volta appurato che Budapest non c'entra, aggiusta il tiro. "Bene.

Ora sappiamo che non è l'Ungheria" ma "quali sono le ragioni per le quali si è lesa l'inviolabilità del parlamentare? Indagini? Prevenzione di reati? Si doveva andare per forza in hotel all'alba?". Domande sospese che comunque ridimensionano l'episodio, dopo l'iniziale onda polemica e le prime dichiarazioni che avevano scommesso su una perquisizione, in realtà mai avvenuta.

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