"Il reddito non si tocca". Ma Conte non fa tremare nessuno...

Prossimo a diventare il nuovo leader del Movimento 5 Stelle, Conte spiega quali saranno le novità del suo partito e assicura che il reddito di cittadinanza non è in discussione

"Il reddito non si tocca". Ma Conte non fa tremare nessuno...

Tra pochi giorni Giuseppe Conte diventerà ufficialmente il nuovo leader del Movimento 5 stelle. Il primo importante test che lo aspetta è la riforma della giustizia. Alcuni affermano che l'ex premier ha voluto far vacillare il nuovo esecutivo e altri invece che il compromesso sulla prescrizione sia da bocciare.

Eppure, Conte intervistato da La Stampa afferma: "Mai pensato di causare una crisi di governo". Inoltre, rivendica in maniera decisa la scelta di aver fatto parte di questo governo perché "ci ha permesso di apportare dei miglioramenti significativi". Le anime pentastellate, tuttavia, non sono così unite come pensa di poter far credere Conte, al contrario, l'M5s è profondamente diviso: ieri in assemblea ci sono stati 40 assenti, tra cui la co-relatrice del testo Sarti, un parlamentare ha annunciato che voterà contro mentre altri due hanno definito il testo un vero e proprio "abominio".

"Nel nuovo corso del M5S la presenza compatta sarà la cifra della nostra forza politica. Sulle assenze mi sono espresso ieri: non mi piacciono. Ma la fiducia è assicurata" commenta Giuseppi. E aggiunge: "Prometto a tutti i cittadini che, se alle prossime elezioni politiche ci daranno ampia fiducia col loro voto, il M5S si farà garante di ulteriori interventi migliorativi, se serviranno. Il principio di legalità, il contrasto alla mafia, alla corruzione e ai reati ambientali sono per noi valori assoluti".

La riforma della giustizia

Nonostante le sue parole rappresentino una sconfitta a tutti gli effetti per il Movimento, dal momento che è stato anche chiesto ai parlamentari di non far manifestazioni critiche, l'ex premier ritiene che "la valutazione andrebbe ribaltata". Questo perché, a suo dire: "Grazie alle nostre osservazioni il governo ha ammesso pubblicamente che servivano importanti miglioramenti sul testo originario e si è predisposto ad attuarli". Eppure, in Consiglio dei ministri, l'M5s aveva votato compattamente a favore del testo. A chi gli fa notare questo fatto, Conte si giustifica: "In quel momento non c'era una leadership chiara e riconosciuta con cui il premier e gli altri partiti potevano interloquire. La nostra forza in questa trattativa è stata che non abbiamo fatto valere bandierine ideologiche ma l'interesse generale". E, nonostante della legge Bonafede e della cancellazione della prescrizione rimane poco o nulla, controbatte: "È improprio parlare di riforma Cartabia. Perché per buoni due terzi resta la riforma di Bonafede che, contrariamente alle polemiche strumentali, ha sempre avuto l'obiettivo di rendere più efficiente la giustizia penale, assicurando tutte le tutele costituzionali agli imputati. Resta in piedi" - spiega - "il poderoso piano di assunzioni, mai concepito prima di Bonafede. Sono questi gli strumenti più efficaci per velocizzare i processi. Per il resto, come ho già detto, non è esattamente la riforma che avremmo fatto se fossimo stati da soli".

Il reddito

Viene poi annunciata massima intransigenza sul reddito di cittadinanza, soprattutto dopo le dichiarazioni di Salvini e Renzi: "Sulla giustizia ci siamo fatti trovare forse un po' impreparati, perché eravamo in piena transizione e non siamo riusciti a esprimere chiarezza di posizioni. Sul Reddito non ripeteremo lo stesso errore, perché non permetterò nemmeno che si arrivi a metterlo in discussione. Il Reddito di cittadinanza non si discute, al massimo si migliora". Parole che fanno già immaginare l'ennesima giravolta ormai tipica dei pentastellati. Come per quanto dichiarato in merito alle imprese: "Troveranno un M5S con posizioni del tutto nuove. Lo dimostrerò presentando uno statuto fondativo dei diritti delle imprese, come lo fu per i lavoratori, che favorirà tutti i processi di semplificazione e di certezza dei tempi delle autorizzazioni. Sono pronto a raccontarlo agli imprenditori che incontrerò, partendo dal Nord".

Rivendica poi la validità dei decreti realizzati durante il suo ultimo governo affermando che la crescita del Pil oltre il 5% è merito suo: "In parte è dovuta al rimbalzo più forte per un Paese come il nostro che è stato colpito più duramente dalla pandemia, per il resto è merito delle politiche economiche e degli stimoli fiscali attuati lungo tutto il 2020: un totale di 100 miliardi di espansione, più 4 decreti Ristori e una manovra di bilancio da 40 miliardi".

Il nuovo statuto

Nel nuovo statuto continuano a essere vietate le correnti perché "dopo 19 mesi di transizione il M5s ha bisogno di una leadership chiara, di un indirizzo politico univoco".

Una leadership che può essere messa in discussione in tre occasioni: attraverso la sfiducia, se perde un appuntamento elettorale, alla fine del tempo prestabilito. Di certo, non le premesse migliori per Conte in vista delle prossime elezioni amministrative. Qualora fossero realmente di parola, rischierebbe di perdere il suo ruolo nel giro di qualche mese.

L'alleanza con il Pd

Giuseppi rifiuta ogni tipo di etichetta politica per il suo partito. Allo stesso tempo però rinnova la sua stima nei confronti del Pd e di Enrico Letta ritenuti "la forza più attenta alla nostra agenda e più disponibile a costruire un percorso comune".

Tuttavia, quando gli viene chiesto perché dovrebbero votare loro anziché il Pd, non manca una stoccata nei loro confronti: "Perché noi siamo disponibili a fare anche battaglie contro tutti. Come abbiamo fatto sulla giustizia. Saremo moderati nei toni ma intransigenti nei principi e radicali negli obiettivi. Vogliamo con noi tutta la parte sana del Paese".

Inoltre, il nuovo vertice annuncia un cambiamento radicale per il Movimento 5 stelle: "Al centro del nostro progetto non ci sono vecchie appartenenze ma la sostenibilità ambientale, culturale e sociale. Ci metteremo alle spalle i no ideologici e i veti pregiudiziali, ma anche i toni aggressivi. Il M5S si farà portatore di una cultura ecologica che parlerà ai giovani. L'empowerment femminile sarà un obiettivo prioritario come lo sarà colmare il divario territoriale, anche dei tanti sud che si trovano a nord. Ma sia chiaro: resteremo intransigenti nella lotta alla corruzione, alla mafia, ai disastri ambientali. Come anche nel sostenere una legge sul conflitto di interessi e che regolamenti i rapporti tra politica e lobby. Legge che c'è in tutta Europa".

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