Tasse e lockdown: la casa va a pezzi

Compravendite a picco (-30,8%), male i mutui. Dal Fisco mazzata di 41 miliardi

Tasse e lockdown: la casa va a pezzi

Il mercato immobiliare è il termometro del benessere degli italiani. Una fetta importante di ricchezza delle famiglie è nel mattone (circa la metà, per più di 5mila miliardi di euro), i risparmi si indirizzano da sempre su seconde case e negozi, con logiche prettamente di mercato. Nel secondo trimestre del 2020, in piena pandemia - secondo una nota Istat diffusa ieri - le compravendite sono crollate del 17,3% rispetto al trimestre precedente. Gli atti notarili erano 157.126 nel I trimestre 2020 e sono calati a 149.764 nel secondo. Durante il primo trimestre era già stato registrato un crollo: -17,3% rispetto al trimestre precedente e -30,8% su base annua.

Male anche gli atti relativi ai mutui, scesi dell'11,5% rispetto al trimestre precedente e del 20,9% su base annua, anche in questo caso accentuando il calo congiunturale e tendenziale del primo trimestre (rispettivamente -9,9% e -14,0%). La flessione ha colpito tutto il territorio italiano, sia su base congiunturale (Centro -23,7%, Sud -20,7%, Isole -19,9%, Nord-ovest -14,1%, Nord-est -10,7%, totale Italia -16,9%), sia su base annuale (Isole -38,8%, Sud -34,9%, Centro -30,8%, Nord-ovest -30,5% e Nord-est -23,5%; piccoli e grandi centri: -31,6% e -29,0%). L'Unione europea delle cooperative (Uecoop) ha calcolato, sempre su dati Istat, che l'emorragia di posti di lavoro lungo la filiera del mattone nel 202, è stata otto volte superiore a tutti gli occupati persi nei quattro anni precedenti: meno 161mila.

Specchio di una crisi che altri osservatori avevano già rilevato, relativi a un periodo in cui era tornata di moda la patrimoniale. Proposta da parte della sinistra e del sindacato. Oggi l'idea di aggiungere alla patrimoniale, introdotta dal governo Monti, un'altra tassazione sul mattone, già gravato da 41 miliardi di tasse, la metà di natura locale.

Resta il rischio che la prossima riforma fiscale cancelli i regimi fiscali speciali, compresa la cedolare secca. Poi c'è il nodo della proroga degli sfratti.

Varata dal governo giallorosso è stata prorogata fino a giugno. Il governo ha fermato un accordo di maggioranza che puntava a limitare il blocco, anticipando la fine di tre mesi per le morosità più vecchie, quelle precedenti alla crisi da Covid. Sul tema dovrebbe intervenire direttamente. Il presidente di Confedilizia Giorgio Spaziani Testa ha scritto al ministro della Giustizia Marta Cartabia, ricordando che durante il dibattito parlamentare sul Milleproroghe, «sono intervenuti trenta deputati di maggioranza e di opposizione per più di un'ora sul tema del blocco degli sfratti, criticando questa misura, indicando la necessità di (almeno) limitarla e invocando indennizzi in favore dei proprietari che la stanno subendo da un anno». La soluzione potrebbe arrivare proprio dal dicastero della Giustizia. Non sarà la soluzione definitiva, ma un segnale a un settore in cerca di certezze sicuramente sì. E potrebbe dare forza ad alcuni timidissimi segnali di ottimismo arrivati nelle settimane scorse dall'edilizia, altro grande penalizzato dalla crisi e dalle incertezze.

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