"A te che hai scelto di picchiare un poliziotto, dico: sei vigliacco"

La lettera anonima di un polizitto spedita al Coisp e recapitata a ilGiornale: "Renzi o chi per lui, era a chilometri di distanza ma tu hai scelto di picchiare un poliziotto. Sei un vigliacco"

"A te che hai scelto di picchiare un poliziotto, dico: sei vigliacco"

Riceviamo dal Coisp Sindacato di Polizia la lettera anonima di un poliziotto.

«Caro Cittadino italiano, che oggi, poche ore fa, armato di un palo divelto da un segnale stradale a Firenze hai colpito più volte i poliziotti che si difendevano dietro agli scudi, spero che tu legga. O legga chi avrà pensato che hai fatto bene, eri legittimato da un volontà di protesta più che giusta. La protesta di chi vuole raggiungere il Potere (oggi Renzi) e dire basta, che non se ne può più, di crisi, contratti di lavoro aberranti, tasse e accise e rincari, di assenza di dialogo politico ecc... Io voglio dirti che non hai capito nulla di nulla. Che il tuo sfogo primitivo, che ti vede armato di clava e ci costringe a difenderci a testuggine con gli scudi come gli antichi romani 2000 anni fa, che riporta dialogo e dialettica politica all'età della barbarie, è inutile. È stupido. È brutto. Non so cosa hai provato, quali impulsi hai soddisfatto o quali complessi ti hanno mosso, ma sei patetico.

Per prima cosa non sai nulla delle conseguenze penali del tuo gesto, ma passi. Te lo dico da poliziotto, che di un arresto per lesioni e violenza a pubblico ufficiale te ne puoi anche fregare. Posso dire: un avvocato te lo passa comunque lo Stato. Poi non sai nulla delle conseguenze «patologiche»: cosa sia un trauma cranico, lesioni permanenti, fratture scomposte, lacerazioni della cute. Dolore e sofferenza inflitte per nulla. Ma potresti dire: anche la polizia quando ci bastona, non si preoccupa delle lesioni che provoca. Poi ancora non sai, cosa forse più grave, che tu guardi il dito che nasconde la luna. Il tuo obiettivo, Renzi o chi per lui, era a chilometri di distanza ma tu hai scelto di picchiare un poliziotto, invece di andare, magari da solo, come hanno fatto altri ragazzi, ad esibire un cartello o uno striscione come è tuo diritto fare. Sei un vigliacco (si vede nel video che abbandoni i tuoi compagni) e sei uno stupido. Pace a te, noi lavoriamo, siamo ancora sotto la pioggia non si sa più per cosa. Però so che sei uno stupido, un vile, una persona legata a schemi che fanno comodo ad altri, a dinamiche usurate da decenni. Sei un servo, un cane che abbaia attento a non tirare troppo la catena, un suddito e come te tutti gli altri, anonimi replicanti. Il potere oggi non era davanti a voi, vi piace solo giocare. Pace a te ed ai tuoi compagni in piazza San Marco, a quelli che hanno spaccato i blocchetti per farne munizioni da lanciare, a quelli con bastoni e bottiglie e bombe carta. Fate come vi pare. Siete i figli viziati dello stesso potere contro cui fingete di lottare. Capricciosi, insulsi, prepotenti, boriosi e vuoti. Avete cento ragioni, forse, ma non ne fate valere una. Vi facciamo comodo, noi poliziotti, facciamo comodo a tanti. Continuate così. Onestamente? Non vi possiamo fermare. Ma se anche tu sei onesto con te stesso, sai che non serve a nulla. Allora facciamoci del male, e ben ci sta.

Saluti».

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