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Tensione nel governo sulle spese di difesa. Crosetto a Giorgetti: aspetto una risposta

Vertice Meloni, Tajani, Salvini. Ok a nuove missioni. Trump: basta militari in Polonia

Tensione nel governo sulle spese di difesa. Crosetto a Giorgetti: aspetto una risposta
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da Roma

Nelle stesse ore in cui Donald Trump mette in parte in pratica la sua minaccia di un disimpegno militare in Europa, il governo italiano cerca di trovare la quadra sull'aumento delle spese di difesa e, dunque, sull'accesso ai circa quindici miliardi messi a disposizione dal fondo europeo Safe (Security action for Europe) per potenziare le capacità difensive dell'Ue. Una decisione, spiega il ministro della Difesa Guido Crosetto, "da prendere entro fine maggio", visto che per quella data "bisogna firmare i relativi contratti". Il tema, però, è delicato, e le perplessità della Lega sono note. Non è un caso che Crosetto ci tenga a far sapere di aver sollecitato sul punto il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti. "Gli ho scritto una lettera e ne ho rimandata un'altra ieri per sapere qual è la decisione del Mef in merito. Ora - dice a favore di telecamere - attendo la risposta". "Non sono né pessimista, né ottimista", conclude sibillino.

E della questione, ovviamente, si parla ampiamente a Palazzo Chigi, dove il Consiglio dei ministri inizialmente in programma alle 15.30 slitta prima alle 16 e poi alle 16.45. Prima della riunione, infatti, Giorgia Meloni fa il punto con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini sia sulla questione Safe che sulla proroga delle missioni internazionali, oltre - probabilmente - a un giro d'orizzonte sulle nomine ai vertici di Consob e Antitrust. Poi, il Consiglio dei ministri, che fila via liscio in poco più di dieci minuti, con una probabile coda ristretta che coinvolge i vicepremier e il ministro della Difesa. Salvini, infatti, lascia Palazzo Chigi mezz'ora dopo la fine del Cdm, Tajani ancora più avanti e dopo circa un'ora se ne va anche Crosetto. Che, riferiscono i presenti, in Consiglio dei ministri è stato visto parlare "amabilmente" con Giorgetti, nonostante i dubbi manifestati dal titolare dell'Economia sull'utilizzo del Safe. Che, aveva spiegato Giorgetti mercoledì durante il question time alla Camera, "resta un sistema di finanziamento non certo a costo zero", visto che "si tratta di un prestito che se ha il vantaggio di consentire una dilazione in avanti nel tempo e tassi vantaggiosi, implica comunque l'obbligo della restituzione e la necessità di sottostare a regole che limitano la discrezionalità degli Stati aderenti". Le spese per la Difesa, è la replica a distanza di Crosetto, "non sono una priorità alternativa a quelle del caro energia".

D'altra parte, è di ieri la notizia dell'annullamento all'ultimo momento del dispiegamento in Polonia della brigata Black Jack, oltre quattromila soldati americani che avrebbero dovuto prendere posizione sul fianco orientale della Nato. Una decisione che segue il ritiro di qualche giorno fa di circa cinquemila militari statunitensi dalla Germania. Trump, insomma, sta mettendo in pratica le minacce delle settimane scorse, deluso del mancato supporto degli europei - Italia compresa - alla campagna militare in Iran. Anche se è improbabile che il Pentagono posso davvero ridurre ai minimi termini la sua presenza in Europa, visto che tra Germania, Italia, Belgio, Olanda e Turchia sono presenti circa 100-150 testate nucleari tattiche americane.

Sempre ieri, il Consiglio

dei ministri ha deliberato la prosecuzione delle missioni internazionali in corso e la deliberazione di nuove per il 2026 (tra queste non c'è Hormuz). Ora toccherà al Mef trovare i fondi e al Parlamento dare il via libera.

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