Sospetti, veleni e illazioni. Le carte analizzate dalla Procura generale di Milano sull'adozione del bambino uruguaiano da parte di Nicole Minetti e del suo compagno Giuseppe Cipriani sono inattaccabili, eppure Fatto quotidiano e sinistra provano a imbastire l'ennesima campagna denigratoria per accusare ingiustamente il Guardasigilli Carlo Nordio e lo stesso capo dello Stato Sergio Mattarella, da cui è arrivata una mini strigliata contro i magistrati milanesi, con il Colle che invoca "un sollecito svolgimento di queste verifiche", mentre il premier Giorgia Meloni in conferenza stampa sul Piano Casa è sbottata: "Sulla Minetti domande campate in aria, agli italiani interessano i provvedimenti del governo".
Da quel che sappiamo, in attesa di fantomatici colpi di scena che potrebbero arrivare solo da Spagna e Uruguay - dove al momento non risultano inchieste sull'ex igienista dentale eletta in Regione Lombardia con Forza Italia legate ai presunti "festini" organizzati a Ibiza e nel ranch Gin Tonic del compagno a 130 km da Montevideo - il dossier analizzato dai magistrati milanesi si conferma solido e sufficiente a dare al Colle il via libera al provvedimento di clemenza per i tre anni e rotti che la Minetti ha accumulato nei processi Ruby e Rimborsopoli. I pm uruguayani starebbero passando al setaccio gli spostamenti della coppia dentro e fuori il Paese sudamericano, in Italia la Procura generale si difende ("Parere corretto, documentazione completa") e si concentra sui medici italiani che avrebbero visto privatamente le cartelle cliniche del bambino, uno del San Raffaele e uno dell'ospedale di Padova:saranno presto interrogati.
C'è una testimone, una cugina di Cipriani già ritenuta inattendibile dalla Procura di Milano, secondo cui nella villa a due passi da Punta del Este ci sarebbero ogni sera o quasi chiassose feste piene di vip fino all'alba. Ma i racconti che serpeggiano nella stampa locale uruguaiana - veri o presunti - coinvolgerebbero anche alcune escort e persino alcuni minori in carico all'Inau, l'istituto per i bimbi in attesa di adozione che ha deciso di affidare il piccolo alla coppia Cipriani-Minetti. Le autorità governative locali per ora brancolano nel buio, i corrispondenti italiani favoleggiano e magnificano il complesso di proprietà dell'erede dell'Harry's Bar di Venezia: una via di mezzo tra un ranch texano e un beach club, un cartello turchese con su scritto Gin Tonic in bianco. I padroni di casa sono altrove ("Troppi giornalisti", dice la custode all'Ansa). È qui che secondo Sigfrido Ranucci sarebbe arrivato anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha già smentito come conferma anche il rigido cerimoniale della sua visita del marzo 2025. Una balla, come la storia che la Minetti e il compagno avrebbero fatto causa ai genitori biologici del bimbo.
A smentire il Fatto - oltre alle ricostruzioni del Giornale e di Libero - ci ha pensato il Domani. Contrariamente a quanto sosteneva Thomas Mackinson il bambino non sarebbe stato "strappato" alla famiglia biologica ma il padre lo avrebbe "abbandonato alla nascita" e la madre (per ora irreperibile) avrebbe un pesante precedente per il suo coinvolgimento in un fatto di sangue, un omicidio per il quale ha scontato circa tre anni di carcere. Lo dice la sentenza del giudice Grecia Gonzalvez del 15 febbraio 2023, in cui si autorizza "la decadenza della potestà genitoriale" e l'adozione definitiva dopo una fase di pre affidamento di un bimbo "gravemente malato" alla coppia italiana, con cui "è felice".
"Una scelta fatta nell'esclusivo interesse del bambino", ricorda Carlo Giovanardi, già presidente della Commissione parlamentare per i diritti dei bambini. Spunta pure un'altra coppia che avrebbe conteso il minore, ma di prove che avrebbero Cipriani e MInetti corrotto l'Inau per farsi assegnare il piccolo ? Zero.