Conte riscrive il glossario 5Stelle

Il leader del Movimento 5 Stelle ribalta in toto la neolingua grillina e accetta di buon grado l'appellativo che prima volevano abbattere

Conte riscrive il glossario 5Stelle

Con la decisione di affidare la guida del Movimento 5 Stelle a Giuseppe Conte, i rottamatori della vecchia politica sono ufficialmente diventati la vecchia politica. Un lento processo di avvicinamento ai canoni tipici dei partiti che volevano abbattere certamente iniziato da tempo.

Ma ora, con Giuseppi, c'è un'ulteriore novità "stilistica". Perché della satira violenta delle piazze non ha più nulla, men che meno dei principi antipolitici, e ora non ha nemmeno più il vocabolario. Proprio Giuseppe Conte, ospite di Lucia Annunziata a "Mezz'ora in più" su Raitre, ha annunciato la sua rivoluzione lessicale. "Il neo movimento cambierà anche il linguaggio: per me 'onorevole' non è una parola diffamatoria, dipende da come si svolge il mandato. Ho una grande considerazione per la dignità dei posti parlamentari, è per questo che ho scelto di non correre per il seggio", dice.

Certo, ora che i politici grillini sono diventati tali e quali a quelli che volevano rovesciare, perché non dovrebbero farsi chiamare allo stesso modo? Con questo ennesimo dietrofront viene defitivamente messa in soffitta la neolingua grillina, marginalizzata col passare del tempo nel tentativo di conferire un'aura di autorevolezza a dei profili francamente impresentabili. Ad esempio, quelli che ieri venivano chiamati "traditori" sono ben presto diventati "responsabili" e "costruttori". Il "mercato delle vacche" in Parlamento si è trasformato in "progetto per rilanciare l'Italia". L'Europa "armata Brancaleone" è magicamente divenuta "indispensabile", i "colpi di stato" sono ormai "alleanze strategiche" la stessa dicitura "grillino" è stata messa da parte dai vari eletti che preferivano identificarsi come espressione del Movimento e non più dell'idea di Beppe Grillo; gli "abusivi" che sedevano a Montecitorio oggi sono proprio loro, capaci di fare tre diverse alleanze politiche nella stessa legislatura pur di rimanere in poltrona.

La dicitura "portavoce" o "cittadino" in sostituzione a quella sempre respinta di "onorevole" oggi viene messa in soffitta. Proprio perché ormai del legame con la base è rimasto ben poco e quella pentastellata è diventata a tutti gli effetti una classe dirigente. Esattamente come quelle degli altri partiti. A questo punto, il Movimento 5 Stelle potrebbe benissimo cambiare nome in Partito 5 Stelle.

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