Michaela Biancofiore, presidente del Gruppo Civici d'Italia, Noi Moderati, Udc, è una grande esperta di Pet Tourism e founder di Bauking, che ha sede al Noi techpark di Bolzano, l'unica Online Travel Agency al mondo dedicata a coloro che viaggiano con un animale domestico. Un settore sempre più importante di cui ha parlato al Forum Internazionale del Turismo.
Presidente Biancofiore, quali sono i numeri chiave che dimostrano che il Pet Tourism è una delle aree a più alto valore del turismo globale?
"Devo correggerla. Il Pet Tourism è in assoluto l'area con il più alto valore, il più alto potenziale e la più alta crescita di tutto il settore turistico. Cresce tre volte tanto rispetto al turismo tradizionale 12% contro 4%, spinto da trend strutturali: denatalità, umanizzazione dei pet, aumento dink (double incom no kids), single & wealthy senior travellers, willingness to pay più alta. Per la Pet economy parliamo di un fatturato intorno ai 400 miliardi di euro in crescita. In questo momento si calcola che stiano viaggiando col proprio pet circa 540 milioni di persone. È la nuova frontiera del turismo mondiale".
Oltre il 60% dei Pet Parents scarta una destinazione se non è pet inclusive. Cosa rischiamo di perdere se non ci adeguiamo?
"Nei confronti degli animali c'è stato proprio un cambiamento di filosofia al quale si deve accompagnare una rivoluzione culturale. In Cina - dove fino a qualche anno fa la carne di cane e gatto era commerciabile e oggi per fortuna è fuorilegge - la presenza degli animali domestici nelle case è aumentato del 1600% con una previsione al 2030 del superamento del numero di bambini. Oggi il Pet Parent non viaggia con l'animale domestico, ma in sua compagnia e vuole sia trattato come un suo pari, come soggetto di diritti. Il trattamento del Pet vale come criterio di esclusione: se una destinazione non è realmente pet inclusive non entra nel processo decisionale. Il viaggiatore con animale spende in media il 40% in più. Inoltre il Pet Tourism è una soluzione per l'undertourism tanto caro giustamente al ministro Santanché, perché chi viaggia con un animale, viaggia tutto l'anno, non cerca turismo di massa né l'alta stagione. Chi nell'industria dei viaggi non si adegua rimarrà semplicemente senza clienti".
L'Italia è ben posizionata in questa corsa?
"Con grande orgoglio devo dire che l'Italia è la seconda destinazione europea nel turismo tradizionale e ha il primato come nazione più pet inclusive del mondo. Ho chiesto al Ministro Santanchè di prendere per mano la filiera come solo lei sa fare, di organizzare gli Stati generali internazionali del Pet Tourism in Italia, per cogliere per primi questo boom economico. C'è ancora diffidenza verso il Pet Traveller. In Italia circa l'85% degli alberghi e case vacanze lo accettano, ma ancora non capiscono bene quanti margini possono aggiungere".
Dopo la delibera ENAC sugli animali in cabina, quali sono i prossimi passi per fare dell'Italia un Paese leader nel Pet Tourism?
"Il problema principale per l'esplosione globale del Pet Tourism sono le compagnie aeree che, se accettano gli animali fino a 8 kg, sono trattati come bagaglio. Regolamento anacronistico e incivile che va immediatamente cambiato come ha fatto la nostra Enac grazie al Presidente Di Palma e alla sensibilità del ministro Salvini. Poi gli stabilimenti balneari che potrebbero avere enormi margini ma sono frenati dai Comuni e spesso dall'intervento della capitaneria di porto. In ultimo il settore crocieristico internazionale avverso ai pet a bordo.
Ergo per sguinzagliare il turismo con gli animali servono rapide modifiche di leggi e regolamenti che non trovano più ragione nella fotografia sociale del mondo e regole ferree e di buona educazione per l'uomo che spesso è il problema del suo pet".