Texas, migranti inseguiti con le fruste. I Dem: "Stop alle odiose espulsioni"

Gli agenti di frontiera, a cavallo, respingono gli haitiani agitando minacciosi le briglie. La Casa Bianca: "Video orribile"

Texas, migranti inseguiti con le fruste. I Dem: "Stop alle odiose espulsioni"

C'è chi non può fare a meno di notare che le immagini rievochino il passato schiavista dell'America: un poliziotto bianco su un cavallo e un nero a piedi, rincorso e strattonato. C'è chi non può fare a meno di notare che le immagini rievochino la barbarie dei talebani in Afghanistan, dove oppositori o semplici manifestanti vengono presi a colpi di frusta o bastonati per strada. Qui in realtà di fruste non ce ne erano, si trattava di briglie, agitate come fruste, dagli agenti di frontiera a cavallo, impegnati in modo a dir poco ortodosso a respingere i migranti nel guado del fiume Rio Grande, al confine fra Texas e Messico. Ma quel che è certo è che le immagini arrivate dalla frontiera più calda d'America, dove da giorni sono radunati circa 15mila migranti provenienti da Haiti, si stanno rivelando un boomerang per l'amministrazione di Joe Biden. Non è un caso che la Casa Bianca non abbia perso tempo a definire «orribile» il video e a dissociarsi: «Credo sia importante che la gente sappia che questo non è quello che noi siamo, quello che è l'amministrazione Biden-Harris», ha spiegato la portavoce Jen Psaki. Un'inchiesta sarà avviata dal Dipartimento per la sicurezza interna.

Le conseguenze delle immagini che in poche ore hanno fatto il giro del mondo restano comunque dirompenti. Non solo perché arrivano mentre Biden partecipa alla 76esima Assemblea generale delle Nazioni Uniti, ma soprattutto perché il presidente americano continua a proporsi come paladino dei diritti umani nel mondo mentre - a quanto pare - quei diritti vengono calpestati in casa sua proprio contro chi vede nell'America l'unica e ultima speranza di salvezza. Costretto a commentare mentre lasciava il Palazzo di Vetro, a proposito del caos al confine, Biden si limita a dire: «Lo metteremo sotto controllo». Ma in che modo?

I migranti che hanno attraversato il Rio Grande per arrivare in Texas, allocati in un campo di fortuna sotto un ponte vicino alla città di Del Rio, provengono in gran parte da Haiti e fuggono dal dramma di un Paese che quest'estate, in poche settimane, ha assistito all'assassinio del proprio presidente, Jovenel Moïse, e a un nuovo devastante terremoto da 2.500 morti, che ha piegato un Paese già in ginocchio. Per questo anche la deputata democratica Alexandra Ocasio-Cortez, espressione della sinistra dem, descrive la scena come «una macchia per il Paese». «Non importa se sia presidente un democratico o un repubblicano - aggiunge Aoc - il nostro sistema di immigrazione è concepito per la crudeltà e la disumanizzazione degli immigrati. L'immigrazione non dovrebbe essere un crimine». Interviene pure il leader dei democratici al Senato, Chuck Schumer, che esorta il presidente a fermare le espulsioni, un'eredità «odiosa e xenofoba» dell'epoca Trump.

Biden ha alzato fino a 125mila per il 2022 il tetto di rifugiati ammessi negli Stati Uniti, dopo averli già portati a 62.500 rispetto al record minimo di Trump (15mila). Decine di migliaia, tuttavia, arriveranno dall'Afghanistan. E nell'ultimo anno si è rimasti comunque inchiodati ad appena 7637 ingressi. Washington sta intensificando i rimpatri degli haitiani e programma otto voli al giorno. Lunedì sono partiti, destinazione Haiti, due aerei a bordo dei quali c'erano almeno 128 fra genitori e bambini. Espulsi non attraverso il processo formale di deportazione ma tramite il Titolo 42, disposizione di emergenza legata al codice sanitario (causa Covid). Nonostante un giudice federale abbia ordinato di smettere di appigliarsi al Titolo 42 per il rimpatrio delle famiglie, l'amministrazione Biden si è appellata alla decisione.

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