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Da Todde a Sangiuliano il contrattacco delle toghe dopo il No alla riforma

Colpo di spugna sui guai della governatrice della Sardegna. Giallo sull'ex ministro indagato per stalking

Da Todde a Sangiuliano il contrattacco delle toghe dopo il No alla riforma
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Pronti, via. Parte l'offensiva di Anac e magistrati contro il governo Meloni. All'indomani del voto, che boccia la riforma costituzionale sulla separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, si apre un doppio fronte, giudiziario e amministrativo, per l'esecutivo di centrodestra. Il presidente dell'Anticorruzione, Giuseppe Busia, nominato all'epoca dall'ex premier grillino Giuseppe Conte, alza il disco rosso alla gara per la costruzione del Ponte sullo Stretto. La Procura di Roma, al cui timone c'è Francesco Lo Voi, in campo per il No al referendum, finisce al centro di un giallo sul presunto fascicolo aperto per stalking contro l'ex ministro Fdi Gennaro Sangiuliano (foto), oggi capo dell'opposizione in Regione Campania, nell'ambito dell'affare Boccia. Il terzo fronte, invece, è tutto interno alle toghe. È iniziata la resa dei conti a colpi di purghe e minacce contro i magistrati schierati per il Sì. Caso Ponte. Ieri il presidente Anac Busia è stato audito in commissione Ambiente del Senato. Per il numero uno dell'Anticorruzione la gara va rifatta: "L'articolo 72 della direttiva Ue prevede in buona sostanza che, se si fa una gara su un determinato oggetto, su un Ponte di un certo tipo, con uno schema finanziario, e questo negli anni cambia, occorre fare una nuova gara" - spiega Busia. "Ed è il tema principale che non è risolto dal decreto. Quindi, come abbiamo segnalato fin dal 2023, dal primo decreto, l'assenza di una gara, passando da un progetto in cui il privato era chiamato a sostenere il 60% dei costi a una decisione politicamente diversa di garantire un finanziamento integralmente pubblico, cambia completamente il quadro e questo richiede una nuova gara", argomento il capo dell'Anac. Uno stop che rischia di rallentare l'apertura del cantiere. L'amministratore delegato della società Stretto di Messina Spa, Pietro Ciucci non sembra però preoccupato: "Iter chiuso entro l'estate - assicura. È quasi un mistero l'apertura di un fascicolo alla Procura di Roma nei confronti di Sangiuliano per stalking. I legali di Maria Rosaria Boccia all'Ansa confermano: "Posso confermare che l'ex ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, è indagato per stalking dopo una nostra denuncia presentata nel dicembre del 2024" dichiara l'avvocato Francesco Di Deco, legale dell'imprenditrice. "L'iscrizione nel registro degli indagati - spiega Di Deco - è legata all'incartamento che abbiamo messo a disposizione dei magistrati. Il comportamento dell'ex ministro e tutto ciò che ne è derivato ha creato e sta continuando a creare nella mia assistita un perdurante stato d'ansia e stress". A stretto giro arriva la nota dei difensori dell'ex ministro: "Non abbiamo notizie di questo fascicolo. A nostro avviso siamo in presenza di un maldestro tentativo difensivo da parte della Boccia per la quale il giudice di Roma ha già deciso per il rinvio a giudizio. Ci riserviamo qualsiasi azione nei confronti della Boccia" - ribatte l'avvocato Silverio Sica. Tra fascicoli che si aprono contro il centrodestra, ce ne è uno che si chiude contro la governatrice della Sardegna Alessandra Todde (foto). La Corte d'appello di Cagliari annulla la decadenza della presidente Todde. Con una sentenza di 91 pagine depositata ieri, lunedì 23 marzo, i giudici della sezione civile hanno spazzato via la decadenza per il mancato rendiconto delle spese elettorali. La partita calda si apre ora all'Anm dopo le dimissioni di Cesare Parodi, espressione di Magistratura indipendente, corrente moderata. Il rischio è un scivolamento del sindacato verso posizioni radicali. Nel day after del voto comincia la resa dei conti tra le toghe. Nel mirino sono finiti i magistrati schierati per il sì. Nelle chat circolano minacce contro i colleghi a favore della riforma: "Abbandonate la toga, vi dobbiamo sparare".

E poi ancora: "Chi ha sputato sulla toga che indossa, su tutti i colleghi che fanno con onestà il lavoro non può cavarsela, non deve cavarsela". È iniziata la caccia alla toga libera. E saranno dolori d'ora in avanti con le correnti più forti e legittimate dal voto popolare.

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