Torna centrale il ruolo della nazione

George Clooney è un buon attore (meno in versione regista) ma come filosofo politico continuiamo a preferirgli Thomas Hobbes e Carl Schmitt

Torna centrale il ruolo della nazione

George Clooney è un buon attore (meno in versione regista) ma come filosofo politico continuiamo a preferirgli Thomas Hobbes e Carl Schmitt. Nonostante ciò, il bel George, pochi giorni prima dell'esplosione della cosiddetta «variante inglese» del Covid, si è lanciato in una lezione filosofica, spiegando che con la pandemia le frontiere sono obsolete. Non so dove si sia formato lui, ma a noi pare esattamente il contrario.

Tutti, conservatori e progressisti, destra e sinistra, sono concordi nel ritenere che la crisi sanitaria abbia statuito l'indispensabilità delle nazioni, a cominciare dal controllo delle frontiere, una delle prerogative della sovranità. Il che vuol dire, ad esempio, sigillare in pochi minuti qualsiasi contatto con il Regno Unito, come hanno deciso l'esecutivo italiano, vari altri governi della Ue, tra cui la Francia (ci ritorneremo a breve).

La frontiera è qualcosa di pesante, di concreto, non è un'astrazione; se cerchi di superarla ti arrestano o, come nel caso in questione, non puoi alzarti in volo perché sono stati tutti cancellati. Non è la prima volta che accade da quando la crisi è iniziata quasi un anno fa. Le chiusure dei confini sono state praticate anche dagli Stati della Ue, di cui comunque il Regno Unito fa ancora formalmente parte. Basta leggere l'ultimo libro di Fareed Zakaria, il recente Ten lessons for a post pandemic world. Per l'autore, che si definisce conservatore ma che è un ideologo del nuovo regime global-sanitocratico, una delle lezioni del Covid è che le nazioni sono tornate ad essere fondamentali e che lo saranno sempre più, in un futuro in cui la globalizzazione assumerà tratti molto diversi da quelli del recente passato.

Non solo, la pandemia consente a una nazione di acquistare potere sull'altra; potremmo dire, parafrasando von Clausewitz, che la gestione del Covid è la politica condotta con altri mezzi. La Cina va alla grande e ha acquisito spazi grazie al (suo) virus, con il vaccino ne vedremo delle belle e anche il caso della variante inglese ne è un esempio. La Francia infatti ha chiuso subito le frontiere con Londra, creando panico e confusione a Dover, dove si sono accumulati chilometri di fila fino alla decisione di ieri sera di ripristinare i collegamenti. Preoccupazione per la diffusione di una «variante» che, come scriveva il Telegraph ieri, era nota da settimane? O non piuttosto l'occasione per intensificare un braccio di ferro con l'eterno amico/nemico Regno Unito? Macron era ed è pronto a porre il veto sull'accordo tra la Ue e la Gran Bretagna riguardo la Brexit. L'Italia cosa ha da dire a questo proposito? Temiamo nulla, mentre qualcuno continua a pensare che le nazioni non esistano più.

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