Toti si ritrova abbandonato da tutti

Criticato da Berlusconi e Salvini. Tajani: percentuali allo 0,2

Toti si ritrova abbandonato da tutti

Giovanni Toti, il governatore della Liguria che in tempi ormai lontani era stato il pupillo e il consigliere di Silvio Berlusconi, si trova ormai a una distanza abissale dal Cavaliere. Si era poi avvicinato a Matteo Salvini, tanto da sacrificargli gli azzurri nella sua giunta, ma adesso anche la divergenza tra i due è diventata consistente. Nei giorni scorsi sia da Berlusconi che da Salvini non sono partite dichiarazioni lusinghiere verso il loro ex amico e alleato Giovanni. «Un'operazione di palazzo senza successo» ha detto il Cavaliere. «Non mi piacciono le operazioni a somma zero» ha ribadito Salvini, contestando «l'incursione» tra i parlamentari azzurri.

L'ultimo a prenderne le distanze (anche se c'è da dire che i loro rapporti personali e politici non sono mai stati stretti) è stato il coordinatore di Forza Italia, Antonio Tajani, che non solo ha parlato di percentuali da prefisso telefonico («0,2 a Padova», regione di Brugnaro) per la formazione politica di Toti, ma gli ha rinfacciato di dovere la sua carriera politica a Berlusconi e al centrodestra. Ha poi concluso con il mantra riservato a chi abbandona o ha abbandonato il partito: «Tutti coloro che hanno lasciato Forza Italia hanno concluso la loro carriera politica con la fine della legislatura grazie alla quale erano stati eletti grazie a Forza Italia». Qui il riferimento è anche agli undici parlamentari che hanno lasciato Forza Italia dietro le sirene di «Coraggio».

Eppure Toti e l'imprenditore Luigi Brugnaro, governatore della Liguria e sindaco di Venezia, sono convinti di poter andare avanti con una formazione propria, come se Genova e Venezia potessero rinverdire i fasti delle antiche Repubbliche marinare. Così, mentre Toti dice «no» alla federazione dei partiti di centrodestra proposta da Salvini, Brugnaro ha già depositato il simbolo di quella che al momento appare una sfida a dir poco ardua: uno scudo tricolore con in primo piano la scritta «Coraggio Italia». Gianfranco Rotondi, vicepresidente del gruppo di Fi alla Camera, non si scandalizza per l'uso dello scudo ma cerca di evitare eccessive confusioni: «Berlusconi non è solo il presidente di Forza Italia, ma anche della mia Dc».

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