Non si ferma la serie di incidenti di tram a Milano. Ieri all'alba il terzo caso in dieci giorni, ancora un deragliamento, questa volta per fortuna senza feriti.
Il nuovo episodio ha coinvolto un mezzo Atm al confine tra i Comuni di Milano e Rozzano, a sud della metropoli. Un tram della linea 15 è uscito dai binari intorno alle 6,15 all'altezza del centro commerciale Fiordaliso. In particolare a deragliare è stata la carrozza centrale del mezzo, dopo che una delle ruote è rimasta bloccata per cause che devono essere accertate. Il convoglio è del modello "Sirio", un tipo piuttosto moderno ma meno recente rispetto al Tramlink protagonista della tragedia del 27 febbraio. La linea 15 collega piazza Duomo a Milano con Rozzano, il deragliamento è avvenuto alla fermata Curiel-Isonzo, non lontano dal capolinea Guido Rossa. Il secondo vagone è uscito dai binari, spostandosi sulla destra, proprio nel momento in cui il tram stava ripartendo dalla stazione. Per questo la velocità era molto ridotta e non ci sono state conseguenze per i passeggeri.
La circolazione è stata temporaneamente interrotta ed è stato attivato un servizio di bus sostitutivi tra piazzale Abbiategrasso a Milano e Rozzano. Non c'è stato bisogno dell'intervento dell'ambulanza. Sul posto sono arrivati i tecnici Atm per gli accertamenti, insieme agli agenti della polizia locale della cittadina poco fuori Milano. Dovranno stabilire cosa sia accaduto ieri mattina. Una delle prime ipotesi è quella del guasto tecnico. A quanto viene riferito, non ci sarebbe alcun collegamento tra questo episodio più recente e i due precedenti ravvicinati. Vale a dire il deragliamento di un Tramlink della linea 9 in viale Vittorio Veneto che ha causato due morti e circa 50 feriti, su cui sono in corso le indagini coordinate dalla Procura di Milano. E l'incidente di sabato sera, quando un "Jumbo" della linea 12 è uscito dai binari a causa della presenza di un bullone. Questa volta il deragliamento è avvenuto tra via Galvani e via Filzi, accanto alla stazione Centrale. Sul mezzo che stava rientrando in deposito non c'erano passeggeri, nessuno si è fatto male.
Intanto ieri il legale di Flores Calderon, compagna di Ferdinando Favia, morto nel disastro del 27 febbraio, ha dichiarato: "Escludiamo che la causa dell'incidente possa essere stato un malore del conducente dovuto a sincope vasovagale". L'avvocato Stefano Benvenuto si basa sul parere del consulente da lui nominato, il dottor Massimo Rovati, e - spiega - su ampia letteratura scientifica.
Il tranviere, indagato per disastro ferroviario, omicidio e lesioni stradali, ha appunto dichiarato di avere avuto un mancamento dopo una botta presa a un piede aiutando un passeggero in sedia a rotelle. Per Benvenuto tuttavia, il tempo intercorso tra il colpo e lo svenimento è troppo ampio.