La paura corre lungo i 160 chilometri di rete tranviaria che portano 17 linee e 5mile corse al giorno. Con quello di ieri sono quattro gli incidenti, molto diversi per entità e tipologia, che hanno coinvolto il mezzo pubblico simbolo di Milano nel mondo, in meno di due settimane.
Un numero preoccupante, che sta allertando non solo la politica milanese, ma anche i rappresentanti dei lavoratori di Atm, l'azienda dei trasporti, che oggi incontreranno i vertici, ma anche la Digos che ieri si è voluta accertare che non fossero arrivate rivendicazioni di alcun tipo all'azienda, escludendo quindi la pista dei sabotaggi e del terrorismo.
Ieri mattina intorno alle 9.20 in via Marco Bruto (zona Forlanini, vicino all'aeroporto di Linate) un tram della linea 27 ha preso fuoco a seguito del cedimento di un cavo dell'alta tensione. Secondo le prime ricostruzioni l'incidente sarebbe originato da un cavo dell'alta tensione tranciato, caduto sul tetto del tram. L'impatto avrebbe causato una piccola fessura nella struttura metallica sul tetto del mezzo, innescando un principio d'incendio. Il tram, sottolinea l'azienda, "è stato immediatamente fermato dal conducente, il principio di incendio sul tetto è stato subito sedato e i clienti sono stati fatti scendere in sicurezza". Erano una ventina i passeggeri a bordo, che hanno vissuto, per fortuna, solo qualche attimo di terrore. I tecnici di Atm hanno da subito lavorato per ripristinare la circolazione delle linee 27 e 12 che hanno ripreso il servizio nella mattinata. Due le ipotesi al vaglio: la rottura del cavo dovuto all'usura, che però non sembra molto quotata, e un problema al pantografo. Quello che è certo è che è la prima volta che si verifica un episodio del genere. Anche perché la manutenzione della rete aerea è costante e prevede un ordine preciso e controlli specifici, che vengono sempre rispettati. In particolare esiste un turno di manutenzione ordinaria, una squadra che lavora di notte per la sostituzione dei cavi e una squadra del pronto intervento. Così la rete ha un doppio sistema di sicurezza: se anche si trattasse di usura di un cavo, che per la precisione è doppio, è difficile pensare che si possa spezzare e cadere in questa maniera.
Domenica la carrozza centrale di un Sirio della linea 15 è uscito dai binari a Rozzano, comune alla periferia sud della città: il convoglio era appena ripartito da una fermata e si muoveva a bassa velocità. Nessun ferito, come nel caso del Jumbo della linea 12, che la sera precedente, il 7 marzo, rientrando in deposito nei pressi della Stazione Centrale è uscito dalle rotaie a causa di un bullone sul binario.
Il 27 febbraio il tragico deragliamento del tram 9: il convoglio di ultima generazione, che viaggiava in viale Vittorio Veneto (zona Stazione Centrale) alla velocità di 50 km orari, è deragliato finendo contro un palazzo all'angolo di via Lazzaretto, causando due morti, Ferdinando Favia e Okon Johnson Lucky, e 54 feriti. Al momento l'ipotesi più accreditata è quella del malore per il conducente Pietro M.
, 60 anni e 34 di servizio, indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose. Un'ipotesi che è stata confermata anche dai passeggeri del tram, sentiti in questi giorni dagli inquirenti, mentre è atteso in settimana l'incidente probatorio ovvero l'apertura della scatola nera del convoglio.