Sono scattati nella mattina di ieri i sequestri di documenti disposti dalla Procura di Milano nella sede Atm nell'ambito dell'inchiesta sul deragliamento di un tram in viale Vittorio Veneto venerdì pomeriggio. Due persone sono morte e circa 50 sono rimaste ferite, alcune in modo grave. Gli agenti della polizia locale hanno eseguito su richiesta del pm Elisa Calanducci un decreto di sequestro della documentazione tecnica sul Tramlink e delle comunicazioni degli attimi del disastro tra il conducente e la centrale operativa dell'azienda dei trasporti, con le registrazioni.
Il tranviere 60enne, Pietro M., è indagato per disastro ferroviario, omicidio stradale e lesioni stradali gravi. Ha detto di avere avuto un malore alla guida ed è stato dimesso con una prognosi di dieci giorni per il trauma alla testa riportato nell'incidente e con una diagnosi di sincope vasovagale, una breve perdita di coscienza che può essere causata da stress, dolore o altro. Gli inquirenti vogliono in primo luogo accertare le sue "condizioni di salute" e se avesse "segnalato" alla centrale "criticità o anomalie di qualunque genere". Così è scritto nel decreto notificato ad Atm (non indagata). In questo senso gli investigatori stanno visionando le immagini delle telecamere a bordo del mezzo, in particolare nella cabina di guida. Nel decreto di sequestro si legge inoltre: "Sono attualmente in corso tutti gli accertamenti necessari per ricostruire la dinamica del sinistro e individuarne le cause, considerato che, allo stato, non sia possibile escludere alcuna delle ipotesi relative alle cause dell'evento, siano esse riconducibili a possibili errori umani o a eventuali malfunzionamenti tecnici". Le indagini vanno avanti sul corretto funzionamento o meno del sistema automatico di frenata, quello "a uomo morto", e la Procura guidata da Marcello Viola valuta a chi affidare la consulenza cinematica su dinamica e velocità.
Il conducente avrebbe "omesso di regolare adeguatamente la velocità del mezzo mentre si trovava in prossimità di una fermata", inoltre, per i pm, "ometteva di azionare lo scambio in direzione diritto", quindi "svoltava a sinistra a velocità talmente elevata da determinare il deragliamento". Dagli atti emerge un altro aspetto. Il manovratore è indagato con la formula del "concorso anomalo" (articolo 116 del Codice penale), con una o più persone al momento non iscritte né individuate. Il concorso anomalo si configura quando "il reato commesso sia diverso da quello voluto da taluno dei concorrenti". Il quale "ne risponde, se l'evento è conseguenza della sua azione od omissione". Questo fa appunto presumere che altre persone saranno indagate. C'è stato poi uno scambio di persona nella comunicazione delle vittime. Insieme a Ferdinando Favia non è morto il senegalese Abdou Karim Touré (grave in ospedale) ma Okon Johnson Lucky, nigeriano di 50 anni.
Mentre sulla richiesta di alcuni comitati di bloccare i Tramlink l'assessore comunale alla Mobilità, Arianna Censi, piega: "Credo che questo lo farà il magistrato, qualora decidesse che sia una procedura necessaria. Credo che esondi dalle nostre possibilità di scelte e decisioni". Tuttavia in Procura è già stato chiarito che si tratterebbe di una (eventuale) scelta in capo esclusivamente all'azienda.