"Trasparenza quotidiana sulle dosi". Il nuovo assedio di Iv al governo

Perplessità di Fi: no agli show, ora un cronoprogramma preciso

"Trasparenza quotidiana sulle dosi". Il nuovo assedio di Iv al governo

Il coro di entusiasmo della maggioranza sul V-Day è rotto da Italia viva, con il fiato sul collo del governo anche sul Piano vaccini. «Serve totale trasparenza. Chiedo ad Arcuri e Speranza: perché abbiamo numeri diversi da altri Paesi? Quando arriverà il Piano Vaccini in Parlamento? Proposta: nella conferenza stampa quotidiana dichiariamo i contagi ma anche il numero di persone vaccinate» chiede la deputata Raffaella Paita, presidente della commissione Trasporti nel giorno in cui camion e logistica sono in prima linea. Perplessità in Forza Italia sull'effetto propaganda dalla vicecapogruppo azzurra al Senato, Licia Ronzulli: «Questo primo carico non può trasformarsi in una pubblicità ingannevole, in uno show fine a sé stesso». Accanto alla gioia, ecco i dubbi.

Un po' il lamentato effetto Italia Cenerentola dell'Ue, con la quantità di vaccini già arrivati in Germania, Francia e anche in Spagna nettamente superiore (sia pure in proporzione al numero di abitanti) alle 9.750 dosi giunte in Italia per il simbolico V-day. In attesa di chiarezza sui parametri presenti e futuri, le 151.125 fiale destinate subito ai tedeschi hanno rinfocolato i mugugni di diffidenza verso l'Ue o almeno contro Palazzo Chigi. «Il governo ha il dovere di spiegare come mai entro la prima settimana di gennaio la Germania avrà a disposizione quasi due milioni di dosi e noi non abbiamo ancora un cronoprogramna preciso» dice la capogruppo di Forza Italia al Senato, Anna Maria Bernini.

C'è poi il calendario delle vaccinazioni garantite a tutti i cittadini, con le sue scadenze e priorità, che dovrebbe essere completato per l'autunno. Teme il fattore No vax il generale Franco Angioni, già comandante del contingente militare italiano in Libano, corpo che ha partecipato all'operazione Eos, con cui la Difesa ha recapitato i vaccini sul territorio nazionale: «Serve unità. Coloro che si oppongono ai vaccini, i cosiddetti no vax, sono spesso persone che vogliono solo farsi notare, mettersi in evidenza, o non abbastanza informate sul problema».

Infine, la questione delle 6 aziende del Piano che producono i vaccini: Pfizer-BioNTech e Moderna, che usano entrambe la tecnologia RNA codificante per proteine del virus, poi Oxford/ AstraZeneca, che usa i vettori virali (voci da Oxford ne danno per imminente l'approvazione). Nel Piano Johnson & Johnson, Sanofi/GSK e CureVac. Inoltre anche l'Italia (con uno studio congiunto Spallanzani/ Fondazione Toscana Life Sciences) è al lavoro sulle cure con anticorpi monoclonali: non sono vaccini, ma offrono una copertura tra i due e i sei mesi e possono essere adeguate alle mutazioni del virus.

Basta poco per comprendere quante scelte politiche, scientifiche e economiche siano in gioco. In più il Piano strategico per la vaccinazione, elaborato da ministero della Salute, Commissario, ISS, Agenas e Aifa si occupa anche di approvvigionamento, stoccaggio e trasporto, di competenza del Commissario, oltre che di governance del Piano di vaccinazione, frutto del coordinamento costante tra ministero della Salute, Commissario, Regioni e Province Autonome. Chiedere «trasparenza» è inevitabile.

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