"Tre falsificazioni dai vertici di Etruria". La delibera Consob che ha fatto scattare l'inchiesta

Esplode la polemica dopo che il procuratore di Arezzo non ha parlato della nuova indagine su Pier Luigi Boschi. Lui nega tutto ma alcuni commissari dicono che in audizione è stato reticente

"Tre falsificazioni dai vertici di Etruria". La delibera Consob che ha fatto scattare l'inchiesta

Da due giorni si è tornati a parlare dell'inchiesta sul fallimento di Banca Etruria, con l'iscrizione nel registro degli indagati di Pier Luigi Boschi (padre del sottosegretario Maria Elena), per falso in prospetto e accesso abusivo al credito. La polemica è esplosa perché il procuratore di Arezzo è stato accusato di non aver parlato della nuova indagine di fronte alla commissione parlamentare d'inchiesta. Lui si è difeso scrivendo una lettera al presidente della Commissione, Pier Ferdinando Casini, in cui ha rivendicato la correttezza del proprio comportamento, soffermandosi soprattutto sull’accusa di bancarotta e sottolineando che "nei confronti del dottor Boschi non sono emersi elementi a carico".

Ma dalle carte emerge un particolare di non poco conto. "Banca Etruria - si legge in una delibera della Consob del 12 luglio 2017 - ha omesso di comunicare informazioni certamente necessarie per consentire agli investitori di pervenire ad un fondato giudizio sulla situazione patrimoniale e finanziaria dell’emittente, nonché sui suoi risultati economici e sulle sue prospettive".

Si tratta di un passaggio chiave, come sottolinea il Corriere della sera, citando la delibera che sanziona il cda della banca aretina. Consob punta il dito contro l'organo esecutivo della banca dicendo che non erano corretti i prospetti (le informazioni obbligatorie) relativi all’emissione obbligazionarie per oltre 677 milioni di euro effettuate dalla banca. Il documento, trasmesso al procuratore di Arezzo Roberto Rossi, ha fatto aprire un nuovo filone d’indagine sui membri del cda, tra cui Pier Luigi Boschi. Tecnicamente l'accusa è di "falso in prospetto".

Il procuratore Rossi ha detto di aver fornito tutte le informazioni richieste dai parlamentari e di aver persino annuito quando gli era stato chiesto se i membri del cda potessero essere indagati. Però viene smentito da alcuni membri della Commissione banche rappresentanti dell'opposizione. Si tratta di Carlo Sibilia (Movimento 5 Stelle) e Andrea Augello (Idea). I due smentiscono il procuratore. "Quando ho chiesto chiarimenti - afferma Sibilia - Rossi ha detto che un solo dirigente ha redatto quel prospetto e che non si può parlare di cda coinvolto". Augello sottolinea invece che "le domande sono state poste ma Rossi non ha fornito alcuna notizia utile a comprendere che Pierluigi Boschi era indagato, anzi è stato a dir poco reticente sulle accuse e molto prolisso quando si è trattato di scagionarlo, scagliandosi invece contro Bankitalia" . Si tratta di dettagli non secondari, su cui è quanto meno necessario fare piena chiarezza.

Ma quali erano, nello specifico, i punti che Consob contestava ai vertici della banca, parlando di gravi omissioni? "La preminenza - si legge nella delibera - degli interessi protetti dalla norma violata, funzionali ad assicurare la tutela degli investitori mediante un'adeguata e corretta informativa in merto ai rischi e alle caratteristiche essenziali all'operazione; la circostanza che le carenze informative in parola concernevano aspetti significativi che si riflettevano su elementi della documentazione d'offerta essenziali per consentire un consapevole apprezzamento dell'offerta; la carica ricoperta da ciascun esponente aziendale e il periodo di permanenza nella stessa, nonché l'effettiva funzione svolta all'interno della banca".

Avviato quasi un anno fa, il procedimento sanzionatorio della Consob lo scorso agosto ha portato all'erogazione di multe per 2,7 milioni di euro complessivi agli ex membri del cda.
I destinatari delle multe sarebbero gli stessi indagati dell'ex vertice di Banca Etruria nel 2013, tra i quali i due ex vicepresidenti Giovanni Inghirami e Giorgio Guerrini, i consiglieri Alfredo Berni e Pierluigi Boschi (poi entrambi vicepresidenti nel successivo e ultimo cda del presidente Lorenzo Rosi).

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